fbpx Skip to main content

Spuntino post workout? Dopo la palestra scegli un frullato verde!

Durante qualsiasi allenamento il nostro corpo brucia calorie e attiva la sudorazione. Per non sentirci completamente spossati e disidratati bisogna reintegrare vitamine e sali minerali con uno spuntino post workout.

Il segreto per recuperare energia, senza appesantirsi è sapere cosa mangiare dopo la palestra, per ripristinare l’equilibrio naturale. Abbiamo chiesto ai nutrizionisti di LabQuarantadue quale fosse lo snack post allenamento migliore e loro ci hanno consigliato un frullato verde fatto in casa – quello che gli americani chiamano Green Smoothie, ideale per riequilibrare il nostro corpo dopo l’esercizio fisico.

Questo bevanda golosa, è ricca di ingredienti dai poteri anti-infiammatori e lenitivi e contiene i nutrienti necessari per integrare i sali minerali persi e recuperare le energie con poche calorie.

Qui ti lasciamo i dettagli e la video-ricetta… se vuoi tenerla in cucina, scarica il pdf in fondo all’articolo!

 

Scegli uno spuntino post workout sano, fatto in casa, invece di uno preparato

È vero che i preparati per atleti e sportivi si trovano ormai ovunque: beveroni, barrette, integratori sono in bella mostra anche sugli scaffali del supermercato. Ma sono la scelta migliore?

In generale, gli spuntini post workout di produzione industriale contengono molti additivi e conservati. Diversamente, un frullato fatto in casa è sano e genuino, per semplici, ma fondamentali motivi:

  • è preparato poco prima del consumo e quindi mantiene naturalmente molte più vitamine e sali minerali
  • sai cosa c’è dentro e sei sicuro che tutti gli ingredienti siano il massimo della qualità
  • è personalizzabile secondo gusto e intolleranze

I nutrizionisti ci confermano che è preferibile mangiare un bel frullato verde dopo la palestra!

Perché il ‘Green Smoothie’ è ideale dopo l’allenamento?

Il ‘Green Smoothie’ ovvero il frullato verde – così chiamato per il suo colore – può essere preparato a casa in pochi minuti, con ingredienti che puoi trovare facilmente in qualsiasi supermercato. Contiene infatti solo frutta, verdura e qualche spezia.

Questa bevanda post-allenamento, non solo ti permette di recuperare le energie dopo lo sforzo, ma anche di idratare e nutrire il tuo corpo profondamente, senza assumere troppe calorie.

Quando è meglio mangiare dopo l’allenamento?

Non aspettare, consuma questo frullato quando hai finito di allenarti: tra i 15 minuti e l’ora dopo l’esercizio fisico. In questo speciale lasso di tempo, il nostro corpo è più attivo nel recupero muscolare e necessita di ripristinare le scorte di glicogeno e il livello di idratazione cellulare.

Le proprietà benefiche del nostro frullato verde!

Se da un lato l’attività fisica fa bene, dall’altro causa dei danni: sviluppa infatti i radicali liberi! Il nostro frullato verde è davvero un’arma potentissima per combatterli. Ingredienti come spinaci, mela, datteri, curcuma e zenzero lo rendono energizzante e mineralizzante: questi elementi infatti sono ricchi di sostanze nutritive come potassio, fosforo, magnesio e anche antiossidanti. Un mix rigenerante che permette un recupero ottimale.

Anche gli zuccheri presenti nella frutta ci aiutano a ripristinare le riserve di glicogeno muscolare ed epatico che abbiamo consumato durante l’allenamento e questo ci consente di sentirci meno affaticati, nonostante l’esercizio.

Insomma, mangiare uno spuntino post workout può fare la differenza per sentirci bene dopo la palestra!

L’ingrediente segreto? Il Tahin

Al nostro frullato abbiamo aggiunto un ingrediente segreto: il tahin. Questa crema orientale si ottiene dalla cottura a vapore e dalla macinazione dei semi di sesamo decorticati e vanta numerosissime proprietà, che gli sono valse la classificazione tra i ‘superfood’ – quei cibi dagli effetti QUASI miracolosi.

Il tahin, grazie alla presenza di sali e vitamine (magnesio, ferro e vitamine del gruppo B), rinforza il nostro sistema immunitario. L’elevato contenuto di calcio molto ci aiuta a prevenire l’osteoporosi, mentre per la presenza di selenio contrasta l’attività dei radicali liberi prevenendo l’invecchiamento cutaneo.

Se vuoi una dieta alimentare specifica per migliorare le tue performance sportive o ridurre la tua massa grassa, prenota il check up gratuito in uno dei nostri centri specializzati in nutrizione LabQuarantadue e scopri come possiamo aiutarti a raggiungere i tuoi obiettivi.

Le diete dei VIP. Ecco come è dimagrito il comico di Colorado con la dieta chetogenica.

Il percorso di dimagrimento di Gianluca Scintilla Fubelli, comico di Colorado, seguito dall’Ambulatorio LabQuarantadue di Milano.

Sono davvero tantissimi i pazienti seguiti fino ad oggi e con grande successo con il protocollo della dieta chetogenica, ad oggi la più amata dalle star ma non solo. Inutile precisare che la dieta chetogenica è un protocollo medico, e in quanto tale, non deve essere improvvisata con un fai-da-te, perché potrebbe essere inefficace oltre che pericolosa per la salute. Non seguire le diete dei vip che trovi navigando in internet. Fai come Gianluca: rivolgiti ad un professionista per dimagrire in modo sano e duraturo.

Oggi condividiamo il percorso di dimagrimento di Gianluca Fubelli, in arte Scintilla, che si è rivolto all’Ambulatorio LabQuarantadue di Milano, con la specifica richiesta di dimagrire.

Uomo di mezza età, Gianluca oscillava da anni tra i 95 e i 100 kg, senza riuscire a perdere peso in modo costante. Con l’obiettivo di perdere peso tra i 10 e i 15 kg, il comico si è rivolto all’Ambulatorio LabQuarantadue di Milano, e, a sole 8 settimane dal primo appuntamento, oggi pesa 87.2 kg.

Ma vediamo insieme come ha fatto il comico di Colorado a dimagrire, qual è stato il suo percorso e quali i trattamenti per ottenere i primi risultati.

Dimagrimento maschile: perdere grasso localizzato è facile se sai come fare

Gianluca, come tutti gli uomini, ha la tendenza a ingrassare nell’area sotto il mento, sul torace e sull’addome.

Gli uomini, si sa, preferiscono controllare il peso concentrandosi sull’esercizio fisico piuttosto che sulla dieta. Per ottenere risultati duraturi è però fondamentale abbinare allo sport una sana alimentazione, e nell’immediato, un programma dietetico personalizzato. I dati parlano chiaro: il tasso di obesità e l’incidenza di problemi di salute correlati, come il diabete di tipo 2, hanno raggiunto livelli preoccupanti anche in Italia.

L’accumulo di adipe localizzato sulla pancia, non è quindi da considerare un solo problema estetico, quanto un alto rischio per la salute da tenere a bada.

Reduce di molteplici diete fai-da-te di ben poca soddisfazione, Gianluca Fubelli ha finalmente deciso di intraprendere un percorso di dimagrimento serio.

“Voglio migliorare la mia salute, voglio perdere peso con un programma serio,
essere controllato costantemente per essere sempre invogliato ad andare avanti.”
– Gianluca Scintilla Fubelli

Come è dimagrito Gianluca Scintilla Fubelli presso LabQuarantadue Milano.

Un metodo multidisciplinare per perdere peso in salute

  1. primo consulto gratuito
  2. Misure antropometriche, BIA test e test genetico
  3. Prescrizione del programma nutrizionale chetogenico con STAR DIET
  4. Affiancamento con una psicoterapeuta LabQuarantadue
  5. Visita di controllo e prescrizione della dieta di stabilizzazione
  6. Controlli periodici

L’inizio del percorso di dimagrimento: il primo consulto gratuito

Durante la prima visita, Gianluca si è confrontato con la Dr.ssa Persico, Biologa Nutrizionista Specialista in Alimentazione e Nutrizione Umana di LabQuarantadue, sugli obiettivi da raggiungere, definendo un percorso chiaro e raggiungibile.

Esame Bioimpedenziometrico e test genetico

La nutrizionista ha poi indagato le abitudini alimentari e il livello di esercizio fisico del comico di Colorado. Una volta rilevate le sue misure antropometriche, ha suggerito dei test specifici per creare un profilo clinico dettagliato e aiutare l’uomo a perdere peso nel modo più efficace e sicuro per la salute.

I test cui Gianluca si è sottoposto sono stati il BIA test, che ha permesso di rilevare la quantità di massa magra e massa grassa nel corpo e il livello di idratazione, e un test genetico, per individuare eventuali squilibri presenti nell’organismo.

Dieta chetogenica e affiancamento

Appurato che i chili di troppo del comico non erano dovuti a problematiche particolari, a Gianluca è stato proposto un preciso piano alimentare, supportato da un programma psicoterapico per mantenere alta la sua motivazione durante questa fase di cambiamento.

La nutrizionista ha proposto a Gianluca due opzioni:

  • un percorso di dimagrimento più moderato e prolungato
  • un percorso di dimagrimento più impegnativo, che permettesse la perdita di peso più rapida.

Gianluca con grande determinazione ha optato per la seconda soluzione. Ha così cominciato, e mantenuto per due settimane, il programma STAR DIET. Per questo primo periodo, l’uomo si è sottoposto ad un regime alimentare chetogenico, evitando tutte le fonti di carboidrati, semplici o complessi, incentivando il metabolismo basale.

Nota: durante questa fase al paziente sono stati prescritti: un integratore multi-vitaminico e uno multi-minerale e degli acidi grassi essenziali.

I primi risultati, già dopo due settimane.

Dopo 2 settimane, Scintilla ha già perso diversi chili, come evidenzia il suo primo controllo in ambulatorio. Il secondo BIA test, mostra che Gianluca ha perso esclusivamente massa grassa ed è tempo di reintrodurre gradualmente i carboidrati, per sfruttare al massimo la finestra metabolica e stabilizzare la perdita di peso con una dieta di mantenimento.

Dieta di mantenimento e controlli periodici

Il programma di dimagrimento di Gianluca si dimostra efficace. Ogni 2 settimane, lo incontriamo per una visita di controllo: grazie ad un rinnovato metabolismo, Gianluca Scintilla continua a perdere peso.

Dopo 10 settimane, Gianluca ha perso ben 8kg.

Un risultato davvero soddisfacente, mancano pochi chili al raggiungimento dell’obiettivo!

È il momento di attaccare: la nutrizionista LabQuarantadue propone un nuovo piano alimentare chetogenico, che garantirà al paziente un nuovo slancio metabolico, la pedita di massa grassa e un’ulteriore diminuzione di peso.

Il percorso di Gianluca non è ancora terminato, ma i risultati sono già evidenti. Non è stato sempre semplice, ma il grazie al metodo multidisciplinare di LabQuarantadue il comico di Colorado ha migliorato le proprie abitudini alimentari e il suo stile di vita.

I nostri percorsi di dimagrimento non rivolgano solo ai VIP: tutti possono migliorare la propria condizione fisica. Valuta tu stesso come gli esperti LabQuarantadue possono aiutarti a riprendere le forme del tuo corpo e stare meglio.

Prenota ora la tua primo consulto gratuito!

Cosa mangiare prima della palestra: lo spuntino perfetto.

Mangiare correttamente prima di fare attività fisica è fondamentale per:

  • protrarre la nostra performance per tutto il tempo di durata dell’allenamento;
  • sopportare al meglio lo stress a cui sottoponiamo il nostro corpo durante l’esercizio;
  • mantenere la glicemia costante nel tempo ed evitare la così detta ‘crisi di zuccheri;
  • evitare un eccessivo impoverimento idrico ed energetico;
  • accorciare i tempi di recupero muscolare.

Indipendentemente dalle tue motivazioni per fare esercizio (dimagrire, tonificare o aumentare la massa muscolare) il consiglio dei nutrizionisti LabQuarantadue è quello di consumare uno spuntino pre allenamento sano, proprio come la barretta energetica di cui ti proponiamo la ricetta qui sotto.

Quali caratteristiche deve avere lo spuntino ideale prima dell’attività fisica?

Lo spuntino perfetto pre – allenamento deve costituire una riserva di energia graduale nel tempo, quindi deve essere composto da fonti energetiche ad assorbimento sequenziale:

  • A RAPIDO ASSORBIMENTO come gli zuccheri che troviamo nel miele, nella frutta oleosa e nella frutta essiccata, perfetti per rilasciare energia immediata;
  • A RILASCIO LENTO come i carboidrati complessi (soprattutto i cereali a basso indice glicemico).

Quando è meglio mangiare prima di un allenamento?

LabQuarantadue ti consiglia di assumere la barretta energetica alle mandorle da 45 a 60 minuti prima di iniziare l’attività fisica accompagnandola con un abbondante bicchiere d’acqua. Infatti, mangiare prima della palestra non basta. Se vuoi ottenere il massimo dal tuo allenamento ricordati di rimanere idratato. Bere acqua prima e durante l’attività fisica evita la disidratazione, causa di stress cardiovascolare e crescita della temperatura interna.

Non dovresti mai provare il senso della sete! Piuttosto anticipalo. Bevi a piccoli sorsi e, se sudi molto o ti alleni in condizioni ambientali difficili, idratati ogni 15 minuti.

Prepara il tuo snack pre-allenamento con la nostra video-ricetta

Le barrette energetiche alle mandorle

Le barrette energetiche possono essere fatte in casa, in modo semplice e veloce, con pochi semplici ingredienti naturali. Sono pratiche da conservare e le puoi portare sempre con te.

Nella ricetta delle barrette alle mandorle – accuratamente elaborata dai nutrizionisti LabQuarantadue – troverai

  • un mix bilanciato di ingredienti che ti consentirà di allenarti al pieno delle tue forze.
  • un’ottima riserva di minerali, vitamine ed antiossidanti, nutrienti importanti per qualsiasi pratica sportiva.

 

Vuoi personalizzare il tuo regime alimentare per ottenere il massimo dal tuo allenamento? Richiedi un consulto gratuito con un nutrizionista LabQuarantadue e stupisci tutti con il miglioramento delle tue performance.

La dieta non funziona più? Scopri perché con la Medicina Funzionale.

Questo perché tutti abbiamo una nostra individualità biochimica e fisiologica: otteniamo risultati solo quando consideriamo le esigenze specifiche del nostro corpo. Con questo obiettivo, sono stati creati diversi test genetici avanzati, che vogliono combinare la medicina tradizionale alla medicina funzionale per consentirci di ottenere il massimo dei risultati per il benessere generale.

Ma come la medicina funzionale può davvero permetterci di raggiungere i nostri obiettivi di prevenzione, salute e dimagrimento?

Grazie al lavoro d’avanguardia degli ambulatori LabQuarantadue nell’ambito della medicina funzionale a servizio di nutrizione e dimagrimento, in questo articolo ti diamo le risposte che cerchi!

Cos’è la medicina funzionale? Esami approfonditi per capire le cause e riportare benessere generale con soluzioni personalizzate.

Per capire come la medicina funzionale ci può aiutare a migliorare il nostro stato di benessere generale, e/o a risolvere problemi di sovrappeso, è necessario distinguerla dalla medicina più tradizionale.

La medicina funzionale è una branca della medicina che si basa sullo studio dei ‘disturbi funzionali’. Al contrario della medicina diagnostica che ripone l’attenzione alla cura dei sintomi, la medicina funzionale vuole individuarne le cause. Il suo obiettivo è quello di riportare l’equilibrio naturale nel corpo e per farlo si serve di metodologia scientifica, analisi diagnostiche e terapie individuali.

Lo sviluppo delle tecnologie mediche facilita il lavoro dello specialista: nello specifico questi esami ci consentono di identificare rapidamente i giusti protocolli terapeutici per ogni individuo, in un’ottica di miglioramento globale. Grazie ad un pannello di analisi completo riusciamo a valutare nello specifico non solo i segnali dell’organismo per trovare il percorso terapeutico più adatto, ma anche ad agire in modo preventivo.

Dimagrire è facile con la medicina funzionale.

La nostra esperienza decennale nell’ambito di nutrizione e dimagrimento ci insegna che un approccio personalizzato è fondamentale per ottenere dei risultati validi e duraturi e per questo il metodo LabQuarantadue è stato e rimane multidisciplinare. Si parla di:

  • esami specifici e visite strumentali per capire la composizione corporea del singolo (BIA Test)
  • piani alimentari e percorsi dieto-terapici personalizzati
  • integrazione alimentare con nutraceutici e fitoterapici di qualità certificata e controllata
  • prescrizione dell’attività fisica monitorata a distanza (Programma EAT&FIT)
  • trattamenti di medicina estetica per supportare i cambiamenti del corpo

Gli esami della medicina funzionale

Sfatiamo un mito: gli esami ematici – le classiche analisi del sangue – prescritte dal medico di base sono utili per identificare le malattie, ma non servono un quadro completo del benessere della persona. Più utili ad identificare una patologia, piuttosto che a prevenirla – nella medicina funzionale – questi test vengono integrati con delle indagini più dettagliate.

Il profilo metabolico

Per esempio, nel caso specifico della sindrome metabolica, gli esami ematici riferiscono semplicemente il livello di colesterolo totale; ma non rivelano il profilo lipidomico per valutare la salute dell’intero organismo. Questo dato, ben più determinante nella prevenzione e nel trattamento delle patologie a carattere infiammatorio, ci consente di individuare l’integrazione con supplementi nutrizionali necessari per il paziente in questione, provvedendo a un miglioramento misurabile e non invasivo.

Il profilo ormonale

Altri esami indagano invece gli squilibri nella produzione di ormoni che alterano l’equilibrio delle principali funzioni del corpo, legandosi spesso in sovrappeso e obesità. Queste analisi ci permettono di valutare gli ormoni coinvolti nel metabolismo lipidico, glucidico, nella gestione dello stress, nella regolazione del senso di fame e sazietà, così come la concentrazione degli ormoni tiroidei. Si rivelano particolarmente adeguate per le donne in menopausa o a chi, pur mangiando poco, non riesce a dimagrire, puntualizzando gli ormoni alla base dello scompenso.

Il benessere intestinale

È ormai risaputo che l’intestino è considerato il nostro ‘secondo cervello’, influenzando e regolando molte delle nostre funzioni vitali.Tuttavia, le abitudini alimentari, lo stile di vita sedentario e lo stress creano squilibri e infiammazioni in almeno il 70% della popolazione italiana, senza che questi disagi siano classificabili. In questi casi, il nostro approccio è fondamentale: in ambulatorio, eseguiamo degli esami specifici per capire i meccanismi fisiologici di regolazione. Valutiamo il microbiota intestinale, lo stato infiammatorio dell’intestino, le capacità digestive e la permeabilità intestinale, proponendo dei programmi riequilibranti individuali.

Curare e prevenire in modo consapevole

Basare la diagnosi su dati più puntuali ci permette di personalizzare il più possibile un percorso alimentare e dieto-terapico. L’individuazione di eccessi o scompensi ci permette di intervenire anche con il supporto di integratori dimagranti naturali, di qualità certificata e controllata – come ad esempio LipoLab42 – per ritrovare il naturale equilibrio corporeo.

Creando dei percorsi studiati specificatamente sulle componenti fisiologiche e biochimiche dell’organismo, offriamo soluzioni mediche consapevoli e rispettose dei meccanismi dell’organismo.

Se pensi di poter beneficiare di un controllo completo per la tua salute e di una guida per implementare abitudini alimentari preventive, ti invitiamo a prenotare subito la tua primo consulto gratuito, presso uno dei nostri ambulatori. LabQuarantadue è a Brescia, Padenghe Sul Garda, Rovato, Bergamo, Mantova, Verona e Milano.

I carboidrati fanno ingrassare? L’indice glicemico ci aiuta a capirlo.

Quante volte l’abbiamo sentita questa frase, ma è poi vera?! Per darti una risposta corretta, ci siamo confrontati con la dottoressa Persico, nostra Specialista in Alimentazione e Nutrizione, e abbiamo capito che l’indice glicemico (IG) è un fattore di cui tener conto nelle nostre scelte alimentari.

Non tutti i carboidrati si equivalgono.

Vanno distinti per tipo e qualità, combinati a proteine e grassi opportunamente e consumati nelle giuste dosi.

Infatti, quando si analizza l’effetto dei carboidrati sul nostro organismo, non ci si deve fermare solo al numero di calorie che apportano. “Dire che i carboidrati fanno ingrassare è una generalizzazione pericolosa perché ci spinge ad eliminarli dal nostro regime alimentare, creando degli scompensi” afferma la dottoressa.

“Per mangiare carboidrati senza ingrassare è utile conoscerne l’indice glicemico”

In questo articolo impariamo quali carboidrati preferire, come ridurre l’indice glicemico di pasta e pane e i macronutrienti da abbinare per poterci concedere anche il dolce!

Indice glicemico: come classificare gli alimenti

Una delle principali discriminanti per i carboidrati è il loro indice glicemico e carico glicemico. Senza far diventare questo pezzo una lezione di chimica, ti basterà sapere che questi classificano i carboidrati a seconda della velocità e del livello con cui fanno aumentare la glicemia in rapporto alla quantità di zuccheri (glucosio) assunta.

Tutti gli alimenti hanno un loro indice glicemico e si suddividono in 3 gruppi:
– alimenti con indice glicemico basso: con valori IG inferiori a 40
– alimenti con indice glicemico medio: con valori IG tra i 40-50
– alimenti con indice glicemico alto: con valori IG oltre i 50

È importante preferire alimenti a basso indice glicemico.

Non solo per tenere sotto controllo il peso ed evitare di accumulare grasso. Infatti una dieta a basso IG ci consente di mantenere costante il livello di zuccheri presente nel sangue, aiutandoci a prevenire malattie anche gravi, come il diabete di tipo 2.

Come tenere l’indice glicemico sotto controllo

Tenere a bada l’indice glicemico non è sempre semplice. Ecco perché qui ti forniamo alcune regole d’oro per abbassare l’indice glicemico!

Perché i carboidrati non fanno ingrassare… se impari a conoscerli!

1. Passa all’integrale

Riso brillato, patate, pasta e pane bianco, zucchero e dolciumi sono alimenti con un alto indice glicemico. Ridurne l’assunzione migliorerà il livello di zuccheri nel nostro sangue.

Evita di mangiare alimenti ricchi di carboidrati sia a pranzo sia a cena nello stesso giorno. Elimina le bevande zuccherine e passa all’integrale quando possibile. Consuma quotidianamente cereali in chicco come avena, orzo, farro, quinoa, amaranto, grano saraceno.

Questi sono ricchi di fibra idrosolubile, assorbono acqua e favoriscono la formazione di un gel che modula il passaggio del glucosio e dei grassi dall’intestino al circolo sanguigno, ostacolando così i picchi di glicemia.

Lo sai qual è l’effetto finale? Molta meno fame!

2. Meglio pasta al dente e pane tostato

Quando si pensa ai carboidrati, pasta e pane la fanno da padroni. Purtroppo, questi alimenti raffinati hanno un indice glicemico elevato… ma se ti dicessimo che si può abbassare? Tempi di cottura e forma incidono infatti sull’indice glicemico!

  • L’IG della pasta, tende a crescere con l’aumentare del tempo di cottura: opta per una cottura al dente, sarà la scelta più salutare.
  • Anche il formato ha la sua incidenza: penne, fusilli e maccheroni avranno un indice glicemico superiore rispetto a spaghetti e linguine, per cui i tempi di digestione si allungano, evitando i picchi glicemici.
  • Anche per chi adora il pane c’è una buona notizia: preferiscilo di pasta madre. Raffermo o tostato ha un IG decisamente più basso.

3. Fibre e frutta

Aumentare il consumo di cibi ricchi di fibre, specialmente quella solubile, può contribuire alla regolazione della concentrazione ematica degli zuccheri, migliorando la glicemia post-prandiale.

Alimenti ricchi di fibra solubile sono i legumi, avena, brassicacee, tuberi. I legumi soprattutto i ceci, fagioli lenticchie non solo sono ricchi di fibra solubile ma anche di amilosio.

Piccola curiosità? I legumi cotti e lasciati raffreddare in frigo arrivano ad avere un IG di 10-15 rispetto al 30-35 di partenza.

Anche la frutta, specialmente la buccia, è ricca di fibra solubile. Ma attenzione, meglio evitare i frutti a maggior contenuto zuccherino, come fichi, cachi, banane, la frutta conservata e sciroppata.

Ottima scelta di frutta fresca sono i frutti di bosco, l’avocado, le ciliegie, melograno, mela verde.

E ricordati, meno matura è la frutta, minore sarà il suo indice glicemico.

4. Abbina i macronutrienti

Imparare i corretti abbinamenti tra i macronutrienti, ad esempio abbinare un alimento ricco di carboidrati con del buon grasso – come nel caso dell’olio extravergine d’oliva – è un’ottima strategia per rallentare lo svotamento gastrico (oltre che per l’apporto di acidi grassi essenziali).

In generale sono da privilegiare le ricette che associano le verdure, i legumi o il pesce a pasta, patate e riso o comunque a cibi particolarmente ricchi di carboidrati. Per esempio è una buona idea bilanciare la pizza mangiando un’abbondante insalata; questo ci permette di regolare i livelli di zucchero nel circolo ematico.

Infine, ricordati di insaporire i tuoi piatti con le spezie. In particolar modo cannella, curcuma, senape, zenzero, peperoncino hanno un effetto ipoglicemizzante.

Un dolce a basso indice glicemico? Preparalo a casa!

Impostare un’alimentazione a basso indice glicemico non significa rinunciare al gusto, anzi, si possono preparare tante ricette sfiziose di dolci, utilizzando alimenti a basso IG.

Ecco 4 principi di base da seguire per la preparazione dei tuoi dolci:

  1. Utilizza farine non raffinante a basso indice glicemico come la farina d’avena
  2. Zucchera con ingredienti naturalmente dolci come lo zucchero di cocco
  3. Inserisci una buona componente di grassi e proteine come olio EVO e frutta secca
  4. Per dare gusto usa il cioccolato 1o0% fondente e spezie come la cannella

Per te subito una ricetta fatta seguendo proprio le regole che ti abbiamo raccontato oggi.

Segui la preparazione dei cookies vaniglia e cioccolato fondente: guarda il video e scarica la ricetta per iniziare subito a prepararla.

Come combattere la cellulite con l’alimentazione?

Per l’aspetto visivo che la contraddistingue è spesso indicata come “pelle a buccia d’arancia“, mentre la denominazione scientifica è più propriamente “lipodistrofia ginoide”, “adiposi edematosa”, “liposclerosi”. Più comunemente, si dice “ho la cellulite” ma nessuna lo esclama mai con soddisfazione.

Ma cos’è e come si combatte la cellulite?

In questa guida pratica ti spieghiamo come prevenire e curare l’inestetismo cellulite, partendo da ciò che metti in tavola ogni giorno.

Abbiamo realizzato anche una video ricetta, golosa ma salutare, perché combattere la buccia d’arancia, non deve essere una sofferenza!

Perché alle donne viene la ‘buccia d’arancia’?

Per quanto fastidiosa, la cellulite non è una malattia!

L’Istituto Superiore della Sanità la definisce un’infiammazione del pannicolo adiposo, che determina la graduale degenerazione del microcircolo. Colpisce la zona cutanea localizzata soprattutto sulla zona pelvica e addominale, sui fianchi, sui glutei, sulle cosce.

Le cause di una cattiva circolazione sono da attribuire a:

  • ritenzione idrica: i liquidi si accumulano nella matrice extracellulare
  • sviluppo eccessivo degli adipociti: l’insulina promuove l’eccessiva assimilazione di acidi grassi.

Come risultato, nella zona del bacino si creano delle antiestetiche micro depressioni della pelle, a volte associate a piccoli noduli del tessuto adiposo sottocutaneo.

Come si può quindi combattere la cellulite efficacemente?

Le nostre abitudini alimentari hanno un grande impatto sugli stati infiammatori, come la cellulite appunto.

Limitare certe pietanze o adottare degli accorgimenti per limitare i picchi insulinici e migliorare la nostra microcircolazione può fare la differenza!

La dottoressa Persico, specialista in Nutrizione presso LabQuarantadue, ci dà alcuni consigli pratici per combattere la cellulite e la ritenzione idrica a tavola!

Scegli alimenti a basso indice insulinico

L’insulina ha un’azione diretta sulla pressione sanguigna. Un suo eccesso porta alla vasocostrizione nella microcircolazione. Per questo, adottare un’alimentazione a basso carico glicemico ma soprattutto a basso indice insulinico permette di controllare l’equilibrio idrosalino.

Quindi, alimenti a basso indice glicemico non devono mai mancare nella nostra alimentazione: verdura di stagione, carne bianca, pesce (soprattutto quello azzurro ricco di acidi grassi essenziali), legumi perché apportano carboidrati complessi e proteine vegetali.

Per mantenere alte le energie, dovremmo preferire cereali in chicco e legumi come lenticchie, fagioli, piselli e ceci. Questi contengono il 22% circa di proteine vegetali, buone quantità di sali minerali, tra cui potassio, calcio, fosforo, magnesio, manganese, ferro e zinco, vitamine del gruppo B, E, acido folico e betacarotene. I ceci svolgono inoltre un’azione drenante e anti ritensiva e favoriscono la riduzione del colesterolo nel sangue. Sono insomma un ottimo anti-cellulite naturale!

Non eliminare il sodio, ma bilancialo

In natura gli alimenti hanno un bilancio salino ottimale. Al contrario, i cibi industriali tendono avere sodio in eccesso e carenza di potassio e magnesio. Spesso ci confrontiamo con pazienti che, per via dell’allarmismo anti-sodio fatto dalle pubblicità, pensano di dover eliminare questo minerale completamente.

Attenzione, il sodio controlla l’androstenone, un ormone che regola il fluidi corporei, e se lo togliamo andrà a trattenere tutta l’acqua possibile nelle nostre cosce. Il risultato lo puoi immaginare!

Insomma, abbiamo bisogno del sodio anche se abbiamo ritenzione idrica… bisogna solo assumerne il giusto quantitativo.

Assumi la giusta quantità di proteine

Le proteine possono aiutarci a combattere l’accumulo di liquidi. Chi non assume la quota proteica raccomandata, più facilmente si troverà a fare i conti con gli inestetismi della cellulite.

Evitiamo comunque le diete iper-proteiche povere di grassi e carboidrati. Se le proteine sono alte e gli altri macro-nutrienti bassi, si potrebbe avere l’effetto contrario.

Un concentrato di Vitamine

La dieta per la ritenzione idrica deve essere ricca di vitamine (principalmente A, C, E), antiossidanti e minerali. Apportare quotidianamente frutta e verdura permette di assicurare una buona dose di vitamina C. Va però ricordato che il contenuto di vitamine, minerali e antiossidanti dei vegetali non rimane sempre invariato e si riduce con il tempo; quindi più lontani siamo dalla raccolta, meno micronutrienti conterranno.

È inutile bere “beveroni drenanti” a base di ananas, anguria, cetrioli se non rispettiamo la stagionalità, meglio invece servirsi di alimenti stagionali in modo da assicurarsi e da “sfruttare” al massimo ciò di cui necessitiamo.

Scegliere frutta e verdura di stagione, prodotti in Italia o addirittura locali, che impiegano molto poco ad arrivare sulle nostre tavole e mantengono un contenuto più elevato di micronutrienti rispetto ai vegetali fuori stagione è dunque prefedibile.

Infine, una ricetta facile e gustosa contro la cellulite

C’è chi pensa che per evitare cellulite e ritenzione idrica si debba mangiare senza gusto. Credici, non è affatto così e per dimostrartelo ti lasciamo una ricetta semplice e sfiziosa anti-cellulite.

 

Se vuoi approfondire con un medico nutrizionista, o supportare le tue scelte alimentari con dei trattamenti mirati, puoi prenotare il tuo primo consulto gratuito in un centro specializzato LabQuarantadue.

Dolci di carnevale, come mangiarli senza ingrassare

A carnevale ogni scherzo vale, ma è proprio vero?

Oggi abbiamo fatto due chiacchiere con la nostra Nutrizionista, dr.ssa Persico per farci suggerire qualche semplice consiglio per non “ingrassare” durante questo periodo dell’anno ricco di dolci carnevaleschi: chiacchiere, castagnole, ravioli dolci e tortelli, ogni regione italiana ha le sue tradizioni e i suoi dolci preferiti.

C’è un però!

Attenzione che tutti questi dolci sono infatti ricchi di carboidrati, grassi e zuccheri, con una densità calorica media per 100 g di prodotto che varia dalle 300 alle 600 calorie!

E’ giusto condividerli in famiglia e con gli amici ma per non accumulare chili in più e godere di queste golosità si possono seguire alcune strategie.

Alcune semplici regole da seguire per non ingrassare con i dolci di Carnevale:

Presta attenzione alla quota calorica quotidiana

Cerca di “fare uno strappo” alla regola con giudizio; non devi rinunciare a festeggiare Carnevale ma è meglio scegliere dei giorni in cui farlo, non l’intera settimana ma limitandoci a due giorni (ad esempio la domenica e il martedì grasso); l’importante è che poi, nei giorni seguenti, la dieta torni alla normalità.

Non tenere i dolci in casa, ma acquistali e mangiali fuori

Se cadi con estrema facilità alla tentazione del dolci, consigliamo di non tenerli in casa a portata di mano; questo significa ridurre del 90% le possibilità di consumo.

I dolci meglio a colazione

Il migliore momento della giornata per consumare dolci di carnevale è la colazione, accompagnati da una bevanda calda (te, infusi non aggiungendo ulteriormente zuccheri!) soprattutto per chi rischia di eccedere con le quantità; in questo modo avrete davanti tutta la giornata per smaltirli.

Meglio al forno e non fritti

Un altro suggerimento, che può sembrare scontato ma non lo è, scegliere i dolci di carnevale possibilmente non fritti ma cotti al forno, non tanto per l’apporto calorico, ma per un aspetto poco considerato che riguarda il tipo di grassi utilizzati per la frittura; spesso si tratta di oli vegetali e di margarine vegetali ricavate da grassi mediocre qualità (grassi trans).

Prova a preparali tu in versione light e con ingredienti di qualità

Un ultimo consiglio soprattutto per chi si diverte a cucinare e non vuole rinunciare al dolce ma neanche al proprio benessere, cucinare dei dolci di carnevale “light” andando a sostituire per esempio la farina 00 con una farina non raffinata, lo zucchero con un dolcificante a basso indice glicemico e preferendo la cottura al forno.

Buon carnevale a tutti!

Edema Linfatico: conoscerlo, prevenirlo e curarlo

L’edema linfatico o linfedema è una malattia vascolare causata dal ristagno di liquidi e proteine negli spazi intercellulari. Caratterizzata dal gonfiore di gambe e/o braccia, si verifica quando il circolo linfatico subisce delle ostruzioni, indebolendo così il sistema naturale di difesa rendendoci più vulnerabili alle infezioni.

Riconducibile anche a fattori di carattere ereditario, il linfedema si lega spesso a patologie come diabete e cellulite batterica, o a interventi per la rimozione di melanomi, colpendo addirittura 1 donna su 4 dopo la mastectomia – come riporta la Fondazione Umberto Veronesi.

Sebbene non esistano cure definitive per questa malattia è possibile prevenire l’edema linfatico, o migliorarne la condizione, con dei semplici accorgimenti nella vita di tutti i giorni.

Scopriamo insieme come fare in questo articolo!

Edema linfatico: come si manifesta

Il circolo linfatico costituisce un vero e proprio canale di filtraggio naturale per eliminare le tossine presenti nel nostro corpo. Dalle zone periferiche, la linfa viene sospinta dai movimenti muscolari fino al cuore, entrando poi nel sistema sanguigno.

Quando i liquidi non sono drenati correttamente, il flusso si interrompe e la linfa smette di scorrere creando delle sacche di ristagno negli arti superiori o inferiori: l’edema linfatico. Solitamente asimmetrico, si manifesta in gonfiori, discromie della pelle e prurito.

Nonostante non provochi dolore, ma un semplice senso di indolenzimento, è causa di maggiore irritabilità della cute e suscettibilità alle infezioni. Quando trascurato infatti l’edema linfatico può portare complicanze anche gravi ed è perciò necessario arginare i danni e stimolare il circolo linfatico aiutandosi anche a tavola.

La dieta per il linfedema

Esistono degli accorgimenti per prevenire l’edema linfatico, o migliorarne lo stato, partendo dalle abitudini alimentari: una dieta ipocalorica, cibi diuretici e antinfiammatori sono di grande beneficio per chi è affetto dalla patologia.

Qui trovi alcuni accorgimenti che ti consiglieranno di migliorare la tua circolazione linfatica.

Mangia più potassio

Il potassio migliora la circolazione linfatica, contrastando gli effetti del sodio. Il consiglio è di integrarne il consumo introducendo alimenti ricchi di questa sostanza nella tua dieta, come ad esempio banane, broccoli e patate dolci.

Preferisci i cibi freschi

Per ridurre la ritenzione idrica evita gli alimenti confezionati, ricchi di sale, zuccheri e conservanti. Diminuisci il consumo di insaccati, formaggi e di alimenti contenenti lievito. Preferisci i cibi freschi, e insaporisci i tuoi piatti con prezzemolo, aglio e altre verdure diuretiche come cipolla, asparagi e sedano.

Aiutati con antinfiammatori naturali

Per lenire la sensibilità della pelle e la predisposizione alle infezioni, aggiungi alla tua dieta degli integratori alimentari con azione antinfiammatoria. Ottima in questo caso, la curcuma. Il nutrizionista ti saprà consigliare la giusta quantità a seconda del tuo stato di salute.

Assumi la giusta quantità di liquidi

Sai qual è la giusta quantità di liquidi da assumere ogni giorno? L’apporto di acqua giornaliero varia tra i 25 e i 40 ml e dipende dal tuo stile di vita. Se moltiplichi il tuo peso corporeo per 30ml puoi calcolare velocemente quanti liquidi dovresti consumare ogni giorno!

Muoviti di più

Non stare seduto per lunghi periodi: alzati frequentemente e cambia posizione per evitare il ristagno di liquidi. Aggiungi del movimento alla tua routine quotidiana: 30-60 minuti di camminata al giorno miglioreranno il tuo sistema linfatico. Non sei allenato, ma senti il bisogno di cominciare a muoverti? La prescrizione dell’esercizio fisico da parte di un esperto ti potrà essere d’aiuto!

Suggerimento Extra: l’edema linfatico si cura anche in ambulatorio!

Se sei affetto da linfedema o hai paura di essere un soggetto a rischio, non è il caso di aspettare.

Valuta con un team di medici un percorso nutrizionale bilanciato. I vantaggi di rivolgerti a una struttura specializzata sono molteplici: oltre ad avere le migliori cure e monitorare i tuoi progressi, avrai a disposizione trattamenti come la massoterapia e la pressoterapia, mirati a prevenire o contrastare l’accumulo di linfa tra le cellule.

Visita subito uno specialista, prenota una visita gratuita!

Grasso viscerale: quella pancetta non è innocua, falla sparire!

Il perché? Si tratta di un’obesità centrale: il grasso si deposita a livello addominale nel tronco, circondando gli organi interni. È un accumulo adiposo profondo, nocivo, difficile da eliminare e – secondo quanto riporta Harvard Health Publishing – causa di forme di disabilità e di morte precoce.

Sono infatti associati a una pancia prominente: pressione alta, ictus, infarto, certi tipi di cancro, diabete di tipo due e sindrome metabolica. Non a caso il medico ci invita a eliminare la pancetta… e non certo per una questione estetica!

In questo articolo affrontiamo i rischi legati al grasso viscerale, come riconoscerlo ed eliminalo, con qualche consiglio bonus dell’esperta.

Obesità centrale e rischi per la salute

Dire addio alla tua ‘pancetta’ sarà il miglior regalo che ti farai in questo 2019! Se dai un’occhiata ai dati, ti renderai conto che è proprio così.

Per cominciare, studi scientifici evidenziano una forte corrispondenza tra la misura del girovita e le malattie metaboliche e cardiovascolari.

Questo perché il grasso viscerale, diversamente dal quello sottocutaneo, non è un semplice deposito, ma una sorta di organo che rilascia sostanze pro-infiammatorie, che quindi aumentano l’infiammazione generale del nostro organismo. Ne conseguono alterazioni metaboliche che possono provocare malattie anche gravi come il diabete di tipo due e la sindrome metabolica.

L’ingombro stesso della massa grassa addominale ha effetti significativi: premendo contro la cavità intestinale, determina un aumento della pressione arteriosa, andando ad accrescere notevolmente il rischio di ipertensione.

Insomma, ignorare il grasso viscerale può avere conseguenze molto serie, e allora vediamo come riconoscerlo…

Grasso viscerale: Valori e Test

Il grasso viscerale colpisce principalmente adulti oltre i 35 anni di età con abitudini alimentari scorrette; ma sono categorie a rischio anche le donne in menopausa e gli uomini dai 50 anni in su. Infatti, quando il metabolismo rallenta e i livelli ormonali cambiano, è più facile che si formi del grasso addominale. Ma come identificarlo?

L’obesità centrale non è solo una questione di peso, ma anche di centimetri. Così puoi facilmente capire se hai del grasso viscerale in eccesso semplicemente con un metro da sarta, misurando la vita attorno all’ombelico. Per le donne questa misura non deve superare gli 88cm, per gli uomini i 102. Se oltrepassi questi valori (o ci vai davvero vicino) è tempo di visitare un centro specializzato per ulteriori accertamenti.

Qui misureranno la tua pressione arteriosa e ti proporranno degli esami ematici che evidenzino glicemia, trigliceridi e colesterolo HDL, per accertarsi che i livelli di queste sostanze nel tuo sangue siano nella norma.

Utilissimo poi è il BIA test, un metodo semplice e accurato che permette di conoscere la tua composizione corporea, distinguendo tra massa magra e grassa, livello di idratazione e metabolismo di base.

Come perdere grasso addominale?

Perdere grasso addominale è tutt’altro che facile, ma non impossibile!

Consigliatissimo è l’approccio a 360°, come quello proposto dal metodo LabQuarantadue. Un percorso dieto-terapico che non sia soltanto un programma nutrizionale temporaneo, ma preveda la rieducazione alimentare, prescriva l’esercizio fisico e migliori il nostro stile di vita.

Per perdere il grasso addominale è indispensabile infatti essere più attivi: si suggerisce di non stare seduti per periodi prolungati, e si invita all’attività fisica moderata. Una semplice camminata giornaliera può fare davvero la differenza per il tuo girovita!

La dieta deve sempre essere personalizzata: considerare le abitudini alimentari del paziente, i suoi pregressi e la sua risposta al programma alimentare proposto è fondamentale perché questo sia efficace e porti risultati duraturi.

Passiamo la parola all’esperta…

La dott.ssa Francesca Persico, specialista di LabQuarantadue, ci ha dato alcuni consigli interessanti per perdere il grasso viscerale partendo dalle scelte alimentari:

“L’alimentazione deve essere varia e bilanciata, preferendo cibi ‘brucia grassi’, e non raffinati. Consuma più verdure e semi oleosi, limita formaggi e insaccati e usa preferibilmente olio extravergine di oliva crudo. Se adotti questi piccoli accorgimenti noterai presto la differenza.”

La dottoressa ha inoltre aggiunto di:

• Evitare lo zucchero in generale e abituarsi al sapore naturale dei cibi
• Preferire cereali in chicco, pasta, pane e sostituti del pane integrali
• Scegliere del buon cioccolato fondente con un’alta percentuale di cacao, se avete voglia di dolce a fine pasto

Nel salutarci, l’esperta ha smorzato i toni riconoscendo che il cibo ha un valore conviviale, ed è giusto concedersi qualche pasto libero, purché non sia tutti i giorni.

Se sei un soggetto a rischio, non aspettare, prenota ora il primo consulto gratuito con uno specialista di LabQuarantadue.

La Corsa Rosa 2019 a Brescia: insieme per una buona causa

La Corsa Rosa è una manifestazione non competitiva ludico-motoria a passo libero.

Come ogni anno, i sviluppa nel centro storico della città toccando i luoghi di maggiore interesse della città. Possono prendere parte alla manifestazione donne di tutte le età e capacità motoria. Quest’anno anche LabQuarantadue, in collaborazione con ONCOS, vuole dare il proprio contributo a questa importante manifestazione, per sensibilizzare la comunità sui diritti e sui ruoli delle donne oggi. Sarà una festa dello sport colorata di rosa e all’aria aperta. Ogni donna parteciperà in base alle proprie possibilità, correndo velocemente o lentamente, camminando o a passo spedito, ognuna con i propri tempi e le proprie capacità. Ciò che conta in questa manifestazione è esserci, per stare insieme e condividere serenamente questo momento di attività fisica dedicato a tutte le donne.

La Corsa Rosa è un momento per stare insieme, per vivere una domenica in maniera salutare ma anche per raccogliere fondi allo scopo di sostenere il cammino delle tante donne che ogni giorno affrontano il tumore.

Anche LabQuarantadue vuole contribuire, come te, a promuovere la prevenzione, sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica, rappresentare i diritti delle donne per la prevenzione e cura dei tumori femminili.

Ecco tutti i dettagli utili affinché anche tu possa organizzarti per tempo ed essere in piazza con noi. Tutti i dettagli anche sul nostro evento Facebook:

Quando | 3 marzo 2019

Dove | Piazza Vittoria a Brescia

A che ora inizia la corsa | alle 10 (sii puntuale, arriva in metro, ci sarà traffico: sono previste più di 7000 iscrizioni)

In caso di pioggia | si correrà lo stesso

Apertura iscrizioni | 10 febbraio

Quota di iscrizione | 10€ (il ricavato andrà in beneficenza)

Modalità di iscrizione | direttamente presso gli Ambulatori LabQuarantadue di Brescia, Rovato e Padenghe

Consegna pacco gara | direttamente presso i nostri ambulatori al momento dell’iscrizione

I NOSTRI REGALI PER TE | per ringraziarti della partecipazione, al momento dell’iscrizione, riceverai anche un omaggio che dovrai indossare come tutte noi, durante la corsa e un INVITO SPECIALE per partecipare ad uno show cooking a cura di Pane e Radici che si terrà entro il 30 aprile 2019 con l’obiettivo di imparare le regole di base per cucinare in modo sano e veloce con ingredienti semplici e genuini, come prevenzione e cura della salute.

Confidiamo in una numerosa adesione da parte di tutte voi.

Coinvolgi mamme, nonne, zie, amiche e chi più ne ha più ne…porti! …e magari anche quest’anno puntiamo alla coppa del gruppo più numeroso!!! Saremo in Piazza Vittoria con un gazebo, Ti aspettiamo!!

Un grazie a…

I nostri Amici Partners: Oncos, Pane e Radici e Bresciaevents.