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La sindrome metabolica

digiuno intermittente

La sindrome metabolica, detta anche sindrome dell’insulino-resistenza perchè si ritiene che la sua causa sia la resistenza delle cellule all’insulina, è una patologia molto diffusa nei Paesi sviluppati.

Che cos’è la sindrome metabolica

In realtà, non si tratta di una patologia propriamente detta, quanto piuttosto di una condizione clinica complessa, che vede la presenza contemporanea di diversi fattori di rischio, pericolosi per la salute, in un unico soggetto. Questi, correlati tra loro, espongono il paziente ad un alto rischio di infartoictus e altre conseguenze gravi, tra cui la morte.

Fattori di rischio

Perché si possa diagnosticare la condizione di sindrome metabolica, nel paziente devono essere riscontrati almeno tre dei seguenti fattori di rischio:

• ipertensione o pressione arteriosa superiore a 130/85 mmHg;
• numero di trigliceridi nel valore di 150 mg/dl;
 glicemia a digiuno di 110 mg/dl;
• colesterolo HDL di 40 mg/dl;
• circonferenza addominale superiore a 102 cm per i maschi e 88 cm per le femmine;
• presenza di microalbumina nelle urine.

Un occhio esperto può facilmente riscontrare che i citati fattori di rischio, se presi singolarmente, non mostrano valori fuori dalla norma o eccessivi.

Ad esempio, per poter diagnosticare l’ipertensione è necessario rilevare valori costanti di 140/90 mmHg.

Questo definisce la sindrome metabolica, ovvero non il singolo valore bensì la compresenza di più fattori di rischio, nei valori indicati.

Cause della sindrome metabolica

Uno dei fattori di rischio più diffusi e pericolosi è il sovrappeso. L’eccesso di grasso corporeo, soprattutto localizzato nell’area addominale, produce squilibri nel metabolismo di grassi e zuccheri e può causare elevato livello di insulina nel sangue. Il grasso va ad accumularsi anche nelle cellule muscolari, sviluppando iperinsulinemia o insulino -resistenza, ovvero sindrome metabolica.

Non va sottovalutato l’aspetto dell’ereditarietà. Infatti, la sindrome metabolica ha una causa importante nella familiarità. Pertanto, è necessario effettuare un approfondimento di anamnesi familiare.

Quali sono i sintomi? Quali le conseguenze?

Le persone che soffrono di sindrome metabolica spesso non presentano sintomi e, anzi, avvertono la sensazione di stare bene.

Talvolta, i sintomi possono essere nascosti ovvero poco riconoscibili:
• apnee del sonno
• sindrome dell’ovaio policistico
• basso livello di testosterone
• disfunzione erettile
• calcoli biliari

Ma va sottolineato come, anche in caso di assenza di sintomatologia specifica, i vari fattori di rischio vanno tenuti sotto stretto controllo medico.

La sindrome metabolica predispone il paziente anche ad altri rischi molto seri, nello specifico tumori a:

• mammella
• ovaio
• prostata
• pancreas
• fegato
• reni
• cervello

Predispone anche a gravi malattie cardiovascolarioculariepatiche e renali.

Molte di queste conseguenze si legano strettamente al lento processo degenerativo che le cellule pancreatiche subiscono, a causa del sovraccarico di lavoro cui sono sottoposte per la produzione di insulina.

Il check up metabolico: il modo giusto per prevenire e tenere sotto controllo la propria salute

I vari fattori di rischio vanno tenuti sotto stretto controllo medico, ed il check up metabolico di LabQuarantadue è lo strumento perfetto per farlo. Il check up metabolico è, difatti, un insieme di visite ed esami. I risultati di visite ed esami vengono confrontati fra loro e matchati in modo da fornire un quadro completo dello stato di salute del paziente che il medico potrà leggere in ottica preventiva.

Questo gli permetterà di effettuare una accurata diagnosi e formulare un piano terapeutico ad personam. Visite ed esami strumentali e di laboratorio, sono eseguite presso la struttura d’eccellenza ospedaliera Fondazione Poliambulanza.
Fondazione Poliambulanza è un ospedale privato no profit, convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale e Regionale, ed accreditato a livello internazionale fra le eccellenze ospedaliere italiane dalla Joint commission International che valuta, a livello mondiale, le performance delle strutture sanitarie.

Il check up metabolico di LabQuarantadue

A tutti i pazienti, LabQuarantadue propone un check up metabolico di due giornate, articolato in tre fasi fondamentali:
• Analisi
• Diagnosi
• Consegna del piano nutrizionale specifico, elaborato sulle personali esigenze del paziente.

Lo sviluppo del check up metabolico prevede la collaborazione del Medico, del Biologo Nutrizionista e dello Psicoterapeuta.

Sindrome metabolica: la terapia

La cura della sindrome metabolica consiste principalmente nel cambiamento dello stile di vita.
Infatti è fondamentale perseguire:

• Una sana alimentazione
• Attività fisica regolare e moderata
• Riduzione del peso corporeo

La dieta

L’alimentazione deve essere bilanciata e prevedere il regolare consumo di:

• Frutta e verdura
• Legumi
• Cereali, meglio se integrali

Inoltre è necessario il controllo nel consumo di alimenti proteici ed iperproteici, quali:

• Carni rosse
• Insaccati
• Formaggi e latticini
• Sale da cucina
• Bevande zuccherate
• Dolci
• Panificati e merende industriali

In tale regime di vita sana si comprendono anche l’astensione dal fumo e dalle bevande alcoliche.

L’attività fisica

L’esercizio fisico moderato, ma costante, aiuta a tenere sotto controllo la glicemia e riduce la resistenza all’insulina. Inoltre, contiene i livelli di trigliceridi, alza il colesterolo HDV e abbassa il colesterolo “cattivo”. Senza contare l’importanza del controllo sul peso ponderale.
Non è necessario iscriversi in palestra!
Anche solo salire e scendere a piedi le scale, passeggiare per una ventina di minuti al giorno a passo sostenuto, usare la bicicletta anziché l’automobile diventano sane abitudini che producono effetti benefici sulla salute del paziente.

Qualora le condizioni dovessero presentarsi particolarmente severe, ed i valori registrati fossero di rilevanza clinica, il medico specialista potrebbe decidere di associare alla dieta e all’esercizio fisico una terapia farmaceutica adeguata. Ad esempio, farmaci per tenere sotto controllo la pressione arteriosa, il colesterolo o la glicemia. Infatti, non esiste una terapia farmacologica specifica ed efficace per controllare la sindrome metabolica nella sua complessità di cause-effetti. Quindi il medico provvede a trattare le patologie singole ottenendo un risultato che migliori la totale condizione clinica generale del paziente.

Conclusione

Modificare le proprie abitudini di vita e alimentari e perseguire tali regimi adottandoli in maniera definitiva è importante, in quanto il quadro metabolico generale può regredire alla condizione della sindrome in ogni momento.

Fondamentale resta la stretta collaborazione e il dialogo attivo tra paziente e medico, per valutare l’approccio più adatto e gli strumenti adeguati per guarire dalla sindrome metabolica. Scopri il check-up metabolico di LabQuarantadue!

Palloncino Allurion: cos’è e come funziona

Il palloncino gastrico di Allurion, è il primo e unico dispositivo per la perdita di peso assistita che non richiede chirurgia, endoscopia o anestesia. Disponibile negli ambulatori LabQuarantadue, il programma Allurion supporta la perdita di peso a lungo termine, attraverso un rivoluzionario palloncino gastrico che crea una sensazione di pienezza occupando spazio nello stomaco, fornendo ai pazienti la possibilità di ridurre quella fin troppo familiare sensazione di fame.

Il sovrappeso e l’obesità sono uno dei principali problemi di salute in Italia, dove gran parte della popolazione ha un peso corporeo alto. Gli interventi chirurgici invasivi per la perdita di peso non sono un’opzione per molti, in quanto comportano rischi significativi a causa delle complicanze avverse che possono insorgere. Grazie al palloncino di Allurion, però, molte più persone sono in grado di perdere peso facilmente e, soprattutto, ridurre il rischio di malattie attribuite al sovrappeso o all’obesità.

Con oltre 40.000 pazienti in tutto il mondo, il palloncino Allurion è più di “un semplice palloncino gastrico”: è una pillola deglutibile che si espande nello stomaco fino a raggiungere le dimensioni di un pompelmo. Non richiedendo l’intervento chirurgico, questo dispositivo viene posizionato durante una breve visita di 20 minuti e viene espulso naturalmente dopo circa 16 settimane, consentendo ai pazienti di perdere in media dal 10 al 15% del loro peso corporeo entro quel lasso di tempo.

Al centro del programma di 6 mesi c’è il rivoluzionario palloncino Allurion che risiede nello stomaco, ma se si vuole ottenere un risultato duraturo nel tempo, è indispensabile affrontare un percorso psico-nutrizionale che permetta di cambiare le proprie abitudini, garantendo un cambiamento duraturo dello stile di vita. Attraverso questo approccio multidisciplinare, LabQuarantadue è in grado di aiutare i suoi pazienti a sviluppare buone abitudini di vita che possano rimanere con loro anche al termine del percorso.

Dieta Chetogenica: tutto quello che c’è da sapere

La Dieta chetogenica è, indubbiamente una delle diete più famose ed in voga.

Riservata inizialmente a pazienti con epilessia farmacoresistente, oggi viene utilizzata in caso di insulino resistenzadiabete di tipo IIsindrome di ovaio politeisticoacne, per migliorare parametri di rischio cardiovascolare, in alcuni disagi neurologici ed ha mostrato spiccata attività anche in presenza di alcune forme tumorali. Sicuramente, però, il campo in cui viene maggiormente utilizzata è a scopo dimagrante. Questo tipo di alimentazione, infatti, consente una rapida perdita di peso senza sentire fame.

I pazienti in chetosiperdono molto pesoin poco temposenza sentire fame. Questo “miracolo” avviene proprio grazie alla produzione dei corpi chetonici che, una volta liberati in circolo, assicurano un effetto anoressante centrale molto marcato. In chetosi ci si sente più brillanti, più tonici, più attivi e tutto questo mentre si dimagrisce senza sentir fame. Logicamente la dieta deve essere scritta da un professionista qualificato e preparato, perchè non tutti i pazienti possono sostenerla e la dieta stessa deve essere personalizzata per evitare carenze e malnutrizione.

Stare in chetosi è (relativamente) semplice. Seguire una dieta efficace e salutare è tutta un’altra questione. Gli errori più frequentemente legati al fai da te sono: carenza vitaminica e di sali minerali, errato apporto di grassi con effetto infiammatorio, eccesso di proteine con sovraccarico epatico e renale. Problemi possono derivare anche dalla interazione chetosi-farmaci e per questo deve essere prestata molta attenzione allo stato di salute iniziale del soggetto attraverso una accurata visita preliminare. La difficoltà più frequentemente riscontrata nel fai-da-te è, comunque, il deperimento ossia la perdita di massa muscolare al posto della massa grassa.

Il calo peso, pur se l’ago della bilancia scende e ci conforta, deve avvenire solo a carico della massa grassa e non di quella muscolare. La perdita di muscolo è sempre da scongiurare e determina, tra l’altro, perdita di dipendo energetico. Un paziente che perde massa muscolare a seguito di una dieta errata, vedrà il suo valore di dispendio energetico basale calare e sarà, inevitabilmente, vittima del famoso effetto yo-yo.

Concludendo possiamo affermare che, per quanto la dieta chetogenica sia una dietoterapia particolarmente nota, è in realtà scarsamente conosciuta e deve essere gestita da un professionista esperto di chetosi.

Check up metabolico

Il check-up consiste in un controllo medico clinico personalizzato volto a verificare lo stato di salute del paziente. Il percorso di check-up si concretizza in una serie di accertamenti sistematici e complementari (di laboratorio, radiologici e specialistici), svolti da personale altamente qualificato e mirati ad escludere alterazioni della salute o evidenziare condizioni di rischio. Pone inoltre pone le basi per sviluppare un programma di prevenzione che è alla base di un nuovo modo di concepire la salute, oltre che rappresentare una buona abitudine per prendersi cura di sé.

Abbiamo studiato tre diversi percorsi che hanno l’obiettivo di individuare i fattori di rischio per alcune patologie metaboliche, permettere una prevenzione e una diagnosi precoce, consentendo ai professionisti del team multidiscipilnare di LabQuarantadue di redigere un protocollo di cura personalizzato per il paziente.

  1. Check up metabolico base
    È composto da una serie di esami ematici e strumentali per il controllo sommario della propria salute, permettendo anche una valutazione e una prevenzione dei fattori di rischio più frequenti. Il check-up metabolico base è stato studiato per un controllo generale della salute permettendo di prevenire patologie e di mantenere la nostra salute a lungo termine.
  2. Check up metabolico obesity
    Si rivolge ai pazienti con problematiche di peso importanti che richiedono una valutazione precisa sullo stato di salute del paziente ed esami strumentali specifici (esempio RX delle prime vie digestive con doppio mezzo di contrasto) affinché i pazienti siano candidabili verso il tipo di trattamento più idoneo (esempio palloncino intragastrico Elipse).
  3. Check up metabolico donna
    È raccomandato specificatamente alle donne che conducono vita sedentaria, che sono sottoposte a ritmi intensi di lavoro, ma anche a donne in pre e post menopausa. Prevede una serie di analisi ematiche per verificare lo stato di salute generale ed è stato studiato per poter seguire in modo più efficace un programma di prevenzione e di cura. In base al referto degli esami ematici e strumentali, questo check-up viene completato una visita specialistica endocrinologica.

Sei interessato a questa tipologia di servizio? I nostri esperti sapranno rispondere a tutte le tue domande e consigliarti il percorso terapeutico più adatto alle tue esigenze: contattaci!

Dieta chetogenica e sport: possibili applicazioni

Dieta chetogenica, cos’è? Facciamo un po’ di chiarezza:

Sempre più frequentemente, soprattutto in questi ultimi periodi, si sente parlare di dieta chetogenica. In
questo articolo ci soffermeremo sulle possibili applicazioni della dieta chetogenica in ambito sportivo.
Prima di parlare di dieta chetogenica e sport, ricordiamo che iniziare una dieta chetogenica senza controllo medico, può essere molto dannoso per l’organismo. La dieta chetogenica è infatti un regime alimentare caratterizzato da un ridotto apporto di carboidrati e un apporto proteico nella norma, con l’obiettivo di ottenere un consistente aumento del consumo dei grassi e “spingere” il nostro organismo a cambiare l’utilizzo di substrati energetici.

Dieta Chetogenica e Sport:

Molti sportivi, sia amatoriali che professionisti, sono attratti da questo tipo di approccio alimentare perché, se seguita ed applicata in modo corretto prevedendo l’introduzione di una buona quota proteica necessaria per il mantenimento della massa magra, assicura una riduzione della massa grassa e un miglioramento della composizione corporea.
Questo tipo di regime alimentare non è consigliato negli sport di endurance, che sfruttano prevalentemente una componente aerobica, in cui la primaria fonte di energia rimane il glicogeno muscolare. Per chi pratica la corsa, il ciclismo, il triathlon, dunque, non sembra essere l’approccio alimentare preferenziale. Nonostante studi recenti mostrino che l’applicazione di questo regime alimentare nelle fasi di preparazione potrebbe essere utile agli atleti che cercano di aumentare il consumo di grassi durante l’attività, non è indicata nel periodo di gara, in quanto diminuisce l’intensità della prestazione, che risulta fondamentale invece in questi sport.
Diversamente, dato che i vantaggi della chetogenica sono la riduzione del peso corporeo, con miglioramento della composizione corporea, un miglioramento del profilo lipidico e della glicemia, questo approccio risulta vantaggioso soprattutto in quegli sport in cui anche una diminuzione di peso può fare la differenza, come in tutte quelle attività sportive che si basano sulle categorie di peso quindi nella boxe, nel pugilatoarti marziali e anche nella ginnastica. Può essere consigliata quindi agli atleti che praticano arti marziali e ai ginnasti con lo scopo di controllare il peso mantenendo la massa muscolare, e ai body builder che ricercano la miglior definizione muscolare.

Conclusioni:

In conclusione rimane fondamentale ricordare che, non solo per gli sport di resistenza, ma anche per quelli
di potenza, il mantenimento della chetogenica è consigliato solo per brevi periodi e, come già detto in precedenza, è importante farsi seguire da dei professionisti.
Se sei anche tu uno sportivo e ti interessa impostare un approccio chetogenico, perché non affidarsi al nostro percorso online #SmartCheto per ottenere un programma personalizzato in base alle tue esigenze e ai tuoi obiettivi?

Che cos’è il BMI e come si calcola?

Il sovrappeso e l’obesità rappresentano ad oggi una problematica importante di salute pubblica.

Infatti, sulla base dei dati del rapporto Osservasalute 2019, si stima che in Italia quasi la metà della popolazione adulta (circa il 46%) si trovi in una condizione di eccesso ponderale, in particolare oltre il 35% della popolazione adulta risulta essere in sovrappeso1 persona su 10 è quindi obesa. La condizione di eccesso ponderale risulta inoltre più diffusa nel sesso maschile e nelle regioni meridionali rispetto a quelle settentrionali.

Cause dell’eccesso ponderale

L’eccesso ponderale è una condizione dovuta da un lato a un’alimentazione scorretta, con un eccessivo apporto calorico rispetto ai fabbisogni energetici, e dall’altro a uno stile di vita sedentario, che comporta un ridotto dispendio energetico.

Obesità e sovrappeso sono condizioni associate a una minore aspettativa di vita e sono ormai universalmente riconosciute come fattori di rischio per le principali malattie croniche come il diabete mellito di tipo 2, le malattie cardiovascolari (ad esempio infarto miocardico e ictus cerebrale) e la dislipidemia (un elevato livello di lipidi nel corpo).

La classificazione della popolazione in base al peso (come indicato nella Tabella 1) viene fatta utilizzando l’indice di massa corporea (BMI= body mass index, secondo la definizione anglosassone), considerato un indice rappresentativo della presenza di grasso corporeo in eccesso, e che si calcola con la seguente formula:
BMI = peso (in kg)/quadrato dell’altezza (in metri)

Tabella 1Classificazione internazionale del sottopeso, sovrappeso e obesità nell‘adulto, secondo il BMI (fonte: modificata da Oms)

BMI

Il BMI correla con la quantità di grasso corporeo, sebbene non indichi direttamente la quantità di massa grassa del soggetto, né  fornisca indicazioni su come questa sia distribuita a livello corporeo. La distribuzione ginoide infatti, con localizzazione del grasso prevalentemente a livello di glutei e cosce, è a minor rischio rispetto a  quella androide, in cui il grasso è distribuito principalmente a livello addominale.

A parità di BMI, l‘accumulo di tessuto adiposo a livello dell‘addome, è associato a un maggior rischio di sviluppare malattie cardiovascolari e metaboliche legate all’eccesso di peso.

Scegli di occuparti della tua salute rivolgendoti agli specialisti di LabQuarantadue, prenota subito il tuo primo video-consulto online.

Metodi per stimare la massa grassa

Altri metodi antropometrici per stimare la massa grassa e soprattutto per valutare la distribuzione del grasso corporeo sono la misurazione delle pliche cutanee (plicometria), la misurazione della circonferenza della vita (waist), utile per identificare l‘obesità addominale, e il calcolo del rapporto tra la circonferenza della vita e quella dei fianchi (waist-hip ratio). Molto utile è anche la bioimpedenziometria corporea, che ci consente di stimare in maniera semplice, veloce e non invasiva la quantità di massa grassa, di massa magra e lo stato di idratazione di un soggetto.

Sei curiosa di scoprire il tuo BMI? LabQuarantadue lo calcolerà per te gratuitamente compilando il form!

Consigli degli specialisti di LabQuarantaDUE per rimettersi in forma dopo le festività

L’aumento di peso durante le festività non ci deve preoccupare, ma per non rischiare di aggravare il nostro stato fisico, è importante riprendere subito le buoni abitudini alimentari, se già le abbiamo, o iniziare un nuovo stile alimentare ben equilibrato.

Ecco alcuni consigli per ritrovare la nostra forma fisica dopo le feste in maniera graduale, senza stress e in totale sicurezza.

Ricordiamo, come sempre di non affidarsi al “fai-da-te” seguendo delle diete trovate sul web, troppo drastiche, perché spesso non sono bilanciate, oltre che difficili da seguire nel tempo e caratterizzate da una forte restrizione calorica. Inoltre, l’estrema privazione alimentare può essere seguita da forti abbuffate non controllate. Questo atteggiamento non aiuta a raggiungere l’obiettivo prefissato e nel tempo può causare importanti carenze nutrizionali oltre che poter sfociare in disturbi della condotta alimentare. Evitiamo quindi digiuni e impariamo a scandire la giornata alimentare consumando almeno tre pasti principali (colazione, pranzo e cena) intervallati da spuntini.

Eliminare subito i dolci natalizi e cioccolatini a fine pasto. Se avete voglia di un dolce, potete ingannare il cervello prendendo dello yogurt bianco al naturale, con l’aggiunta di cannella in polvere o un velo di cacao amaro o del caffè, otterrete un ottimo dessert ipocalorico.

Aumentare il consumo di verdura e ortaggi perché oltre che ad essere ipocalorici, contengono molta acqua e molte fibre. Per aumentare la sazietà è bene iniziare il pasto con un’abbondante porzione di verdura, cotta o cruda, inoltre grazie alle fibre contenute, diminuisce l’innalzamento della glicemia. Ottimo consiglio è quello di tenere sempre delle verdure crude e croccanti già pronte in frigorifero, che rappresentano un ottimo rimedio in caso di attacchi di fame durante la giornata.

Evitare le bevande zuccherate e gli alcolici perché contengono quantità importanti di zuccheri e calorie “inutili”, che aumentano l’introito calorico giornaliero. Per idratare l’organismo bere tisane a base di zenzero, cannella, curcuma anche a fine pasto che vantano proprietà anti-gonfiore, tè verde, tè ai frutti rossi senza zucchero. Ricordiamoci che bere aumenta il senso di sazietà.

All’inizio di un piano alimentare è facile giudicare erroneamente le dimensioni delle porzioni. Usare bilance o misure casalinghe aiuta a rispettare la dieta. Questo è molto importante per quanto riguarda i condimenti come olio, burro, e salse, con i quali è facile eccedere; facciamo attenzione ai grassi saturi, presenti in maggior quantità in alimenti di origine animale come burro, strutto, panna, carni grasse, insaccati, carne conservate, formaggi grassi. Da preferire quelli insaturi, consumando giornalmente quantità moderate di olio extravergine d’oliva a crudo e frutta secca.

Aumentare l’apporto di fibre che riempiono, regolano la risposta glicemicafavoriscono l’equilibrio della flora batterica intestinale. Verdure, semi, cereali integrali, frutta fresca e secca non solo ci fanno sentire sazi (perché assorbono acqua e si dilatano nello stomaco) ma ci spingono a masticare più a lungo, aumentando il grado di soddisfazione.

Preferire alimenti con basso indice glicemico: questi alimenti forniscono zuccheri che entrano lentamente nel sangue fornendo un apporto di energia costante, evitando picchi glicemici. Alimenti a basso indice glicemico sono tutte le proteine magre (carne/pesce), verdure e fruttacereali integralilegumi.

Infine ribadiamo che perdere peso è un insieme di comportamenti oltre che la sola “dieta”. Seguire un piano personalizzato è il miglior passo verso il successo e va accompagnato da alcuni comportamenti utili come il fatto di svolgere attività fisica regolare.  Per concludere, dopo le feste di Natale è importante tornare in forma, riprendere da dove si era lasciato, e iniziare subito con i propositi del nuovo anno per il tuo corpo, la tua mente e la tua salute seguendo sempre il consiglio degli specialisti di LabQuarantadue.

Alimentazione: consigli su come godersi le feste natalizie senza sensi di colpa

Il periodo di Natale e Capodanno è forse il più “temuto” per la linea e, come ogni anno, dopo le festività  ci ritroviamo a fare i conti con gli eccessi della tavola.

Cerchiamo, in questo breve articolo, di rispondere a chi ci chiede se esiste un modo per non rinunciare al piacere del cibo e della convivialità tipico di queste feste, senza provare sensi di colpa per le settimane successive.

La risposta è SI, esiste un modo per superare indenni le festività, utilizzando delle semplici ma fondamentali accortezze di fondo, ad esempio quella di rendere più leggere le preparazioni alimentari delle festività e tenere sotto controllo l’indice calorico degli alimenti tipici di questo periodo.

Inoltre è sempre bene ricordare che i giorni di festa sono la vigilia di Natale, Natale e Capodanno. Questo non significa che “bisogna” abbuffarsi ma concedersi un po’ di tutto senza eccedere, ricordando che “non si ingrassa da Natale a Capodanno ma da Capodanno a Natale”.

In primis bisognerebbe iniziare il pasto dalla verdura che, mangiata prima del pasto, serve a placare la fame aiutandoci ad aumentare il senso di sazietà. In questo modo eviteremo di abbuffarci e non ci faremo tentare dai bis. Masticare a lungo e con calma durante il pasto, per avvertire il senso di sazietà e aiutare il processo digestivo.

Altro piccolo trucco per aumentare e avvertire precocemente il senso di sazietà è quello di bere molta acqua sia prima e che durante il pasto, evitando invece alcolici e bibite gasate e zuccherate.

Ricordiamoci  anche di evitare il pane e sostituti del pane in queste occasioni, per non aumentare ulteriormente l’apporto calorico totale del pasto che è già decisamente rilevante.

Evitare, per gli antipasti, preparazioni ricche in salse e preferire invece sottaceti, verdure grigliate o in pinzimonioaffettati magri.

Non esagerare con le porzioni; innanzitutto non sarete subito sazi e potrete assaggiare più cibi, con gusto, piacere di mangiarli e senza sforzare eccessivamente lo stomaco ad ingerire quantità abnormi di cibo; per allenarci a ciò è utile quindi  predisporsi mentalmente a mangiare metà delle  nostre solite porzioni o cercare di imporsi di fare piccoli assaggi “di tutto un po’ ”.

Servite a tavola porzioni piccole utilizzando piatti dal diametro minore o aggiungendo decorazioni per ridurre lo spazio destinato al cibo; in questo modo otterrete il triplice effetto di mangiare di meno, evitare gli sprechi ed ingannare l’occhio che vuole la sua parte ed intende essere rassicurato sulle quantità di cibo.

La classica frase “questa sera non ceno per limitare i danni” solo perché si è mangiato troppo non serve a recuperare l’eccesso di calorie introdotte, anzi spesso è controproducente; optiamo per un piccolo pasto a base di alimenti sazianti, facilmente digeribili, con un basso apporto calorico come verdure (cotte/crude), passati e minestroni di verdura, vellutate e proteine magre come quelle del pesce e della carne bianca.

Per facilitare processi digestivi e compensare, almeno in parte, le calorie assunte in eccesso ottima abitudine è quella di svolgere della regolare attività fisica anche con delle semplici camminatesalire le scaleballare; piccole strategie che ci consentono di evitare di rimanere seduti per tutto il tempo a mangiare!

Altra abitudine che risulta, in questo periodo, difficile da rispettare è quella di consumare dolci tipici come panettonepandoro e altri alimenti ipercalorici solo nei giorni di festa, evitando di mangiarli quotidianamente nei giorni successivi, in particolare a colazione o a merenda.

Per limitare l’accumulo di peso durante questo periodo ricordiamoci di non lasciare gli avanzi dei pasti (pranzo di Natale, cenone, ecc…) per casa; risulta fondamentale togliere dalla vista le tentazioni e non far perdurare il superpasto ad oltranza e per giorni e giorni.

Se nonostante queste accortezze, qualche chilo si fosse depositato  non è il caso di abbandonarsi alla disperazione, anzi come buon proposito per il nuovo anno regalatevi non solo una forma migliore ma un benessere a 360°.

Alimenti per stare bene: cosa mangiare per rinforzare il sistema immunitario?

Mai come ora è stato importante prendersi cura di sé. Rinforzare il nostro sistema immunitario deve essere una priorità. Diciamo però che la condizione di emergenza che stiamo vivendo non ci rende la vita semplice, anche da questo punto di vista.

Le nostre abitudini sono state sconvolte, l’attività fisica all’aria aperta o in palestra bloccata. Diciamo che la maggior parte di noi passa il tempo tra il divano, nella noia e nella preoccupazione e che mangiare può essere una valvola di sfogo, una reazione più che normale.

Non dimentichiamoci però che il cibo influenza il nostro stato di benessere psico-fisico e che condizioni patologiche come il peso in eccesso, il sovrappeso e obesità possono esporci ancor più a malattie e infezioni.

Noi, con le nostre abitudini giochiamo un ruolo importante nella nostra salute: una dieta bilanciata, ricca di alimenti anti-infiammatori e dei programmi detossinanti per ripulire il nostro corpo possono aiutarci a rimanere sani, spegnere gli stati infiammatori e rinforzare il nostro sistema immunitario.

Con l’aiuto dei biologi nutrizionisti LabQuarantadue, ti spieghiamo quali alimenti e sostanze scegliere per tenere alte le tue difese!

 

Che cos’è il sistema immunitario?

Possiamo paragonare il nostro sistema immunitario a una vera e propria barriera in grado di generare una risposta immunologica contro l’attacco all’organismo da parte di virus, batteri e tossine.

Il sistema immunitario, per funzionare bene, richiede un equilibrio sotto diversi punti di vista: un’alimentazione ad hoc per rafforzare le sue cellule, la giusta attività fisica e la diminuzione dello stress. Non a caso quando si mangia male, si è sedentari e stressati ci si ammala molto più facilmente.

Se poi pensiamo anche al fatto che circa due-terzi delle cellule che compongono il sistema immunitario si trovano nell’intestino, organo di tutte le nostre emozioni e secondo cervello del nostro organismo, si capisce quanto sia importante mantenere un buon equilibrio psico-fisico.Si può raggiungere l’equilibrio psicofisico anche – e soprattutto – attraverso una corretta alimentazione.

 

Difese immunitarie forti con la giusta alimentazione

La nostra salute e il nostro benessere dipendono da ciò che mangiamo: il cibo è fondamentale per mantenere alte le nostre difese immunitarie.

In natura esistono sostanze migliori di altre per rafforzare il sistema immunitario, in particolare i nutrizionisti LabQuarantadue consigliano tutti quegli alimenti ricchi di:

  • Vitamine: in particolare le vitamine A, D, C, B6, B12 e acido folico;
  • Minerali: ferro, rame, selenio, magnesio e zinco che contribuiscono al normale funzionamento del sistema immunitario;
  • Sostanze antiossidanti: polifenoli e antocianine, che aiutano a difendersi dall’attacco di agenti nocivi e dallo stato di stress ossidativo (processo che porta alla formazione dei dannosi radicali liberi).

Cosa mettere in tavola?

Qui sotto trovi, punto per punto, alcuni dei migliori alimenti che puoi scegliere ogni giorno per conservare il tuo stato di salute e ripulire il tuo organismo dalle tossine e dai liquidi in eccesso.

• La frutta e le verdura, fresche e di stagione: abbondano di vitamine, minerali e antiossidanti. Inseriscile ogni giorno nei piatti della tua cucina, consumandone a pranzo e cena e come spuntini durante la giornata. In particolare, la vitamina C, della vitamina E e della pro-vitamina A (qui sotto le principali fonti alimentari in cui le trovi).

Vitamina C:  agrumi (arance, limoni, pompelmi, lime, mandarini ecc.), uva, fragole, frutti di bosco, kiwi, melone, peperoni, pomodori e concentrato di pomodoro, broccoli, cavoli, cavolfiori, cavolini di Bruxelles, piselli, spinaci, patate

Vitamina E: frutta secca (mandorle, nocciole, arachidi), oli vegetali (di oliva, di semi, di girasole, di soia ecc.). La dose ideale è di 20/30 grammi al giorno.

Pro-vitamina A: frutta e verdura giallo-arancio (come albicocche, melone, mango, papaya, mandarini, arance, zucche, peperoni, pomodori, carote), ortaggi con foglie o altre parti commestibili verde scuro (spinaci, broccoletti, bietole, tarassaco, prezzemolo, basilico, rucola e altre insalate)

• Il pesce azzurro, il salmone, le uova e le frattaglie, ma anche le verdure verdi e a foglia: ricchi di vitamina E e D, fondamentali per la nostra salute. Studi scientifici dimostrano che chi ha livelli molto bassi di vitamina D ha circa il 40% in più di possibilità di contrarre infezioni respiratorie.

• L’aglio e la cipolla: secondo alcune ricerche chi assume aglio quotidianamente soffre di raffreddori stagionali il 46% in meno rispetto a chi non ne fa uso.

• I cereali integrali: conservano fibre, acidi grassi polinsaturi (essenziali), vitamine e minerali e a differenza dei cereali raffinati non danno picchi di glicemia e non interferiscono con la secrezione di insulina. Questo li rende degli efficaci antinfiammatori, insostituibili in un regime alimentare sano ed equilibrato.

• Alimenti ricchi di fermenti vivi: yogurt, latte fermentato, kefir – e i colleghi vegani tempeh e miso – grazie alla loro azione probiotica e prebiotica migliorano il funzionamento del nostro intestino e l’attività del microbiota intestinale.

• Tè verde e tè nero: ricchissimi di antiossidanti come epigallocatechine e polifenoli. In particolare il tè verde, molto attivo contro i radicali liberi grazie alle catechine, è anche utile a stimolare il nostro sistema immunitario grazie alla teanina. Con cinque tazze di tè verde al giorno, quadruplichi le ‘forze’ del tuo sistema immunitario.

• Cioccolato fondente (almeno > 75% cacao): stimola i linfociti T-helper, che migliorano l‘adattamento del nostro organismo alle infezioni.

 

Motivazione e buone abitudini

Ora sai che puoi migliorare l’efficienza delle tue difese immunitarie semplicemente scegliendo i cibi giusti!

Invece di passare le giornate sul divano preoccupandoti – giustamente – del COVID 19, ti invitiamo a fare qualcosa per te stessa.

• Pianifica pasti e spuntini con gli alimenti che ti abbiamo suggerito
• Inserisci nelle tue nuove routine giornaliere un po’ di esercizio fisico
• Ricordati di nutrire i pensieri positivi: sfruttare il tempo a disposizione per prenderti cura di te può essere uno di questi!

Se però senti di aver bisogno di una guida per iniziare, ti informiamo i nutrizionisti LabQuarantadue hanno studiato #SMARTconTE: l’unico programma alimentare, completamente online, senza rinunciare al supporto dello specialista.

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Disbiosi intestinale: cause, sintomi e cura

Come eliminare la pancia

Cattiva digestione, gonfiore, alitosi, infezioni genitali frequenti e alvo alterno sono solo alcuni dei sintomi provocati dalla disbiosi intestinale, un disturbo spesso ignorato che provoca malesseri generalizzati e vere e proprie patologie.

Complice uno stile di vita stressante e irregolare, la disbiosi intestinale si riscontra sempre più spesso in uomini e donne di ogni età, anche in adolescenza, indipendentemente dal loro peso.

In questo articolo, scritto in collaborazione con la dott.ssa Francesca Persico, biologa nutrizionista presso gli ambulatori LabQuarantadue, approfondiamo come riconoscere la disbiosi intestinale, quali sono le cause e i comportamenti da correggere per ripristinare il giusto equilibrio nell’organismo e spegnere l’infiammazione.
 

Cos’è la disbiosi intestinale?

La disbiosi intestinale consiste nell’alterazione della flora batterica dell’intestino e si caratterizza per:

  • Un ridotto numero di organismi utili (simbionti)
  • Uno squilibrio fra i vari ceppi, alcune specie potenzialmente nocive prendono il sopravvento sulle altre
  • La scomparsa di intere specie batteriche

In un organismo in salute la flora intestinale è composta da milioni di batteri che influenzano tante funzioni del nostro corpo: dalla regolazione del sistema immunitario, all’assorbimento degli zuccheri.

Quando questo equilibrio batterico si rompe, la disbiosi intestinale appunto, ha conseguenze sull’intero organismo e, oltre ad un malessere generalizzato può avere conseguenze molto serie.

Ecco perché si dice che la disbiosi può essere causa di malattia: scatena delle reazioni che possono portare a infiammazioni della mucosa intestinale e scatenano patologie, indebolire il sistema immunitario e interferire sul corretto assorbimento delle sostanze nutritive.

 

I sintomi della disbiosi intestinale

Se digerisci male, ti senti spesso gonfia, e soffri frequentemente di cistite e/o candita probabilmente hai la disbiosi intestinale. Questi sintomi sono infatti campanelli d’allarme che ci spingono ad indagare il nostro stato di salute.

Esistono 2 tipi di disbiosi: fermentativa o putrefattiva. Qui sotto, distinguiamo cause e sintomi delle diverse tipologie.

Disbiosi putrefattiva

La disbiosi putrefattiva è localizzata soprattutto a livello del colon.
È causata da una dieta povera di fibre e/o dall’abuso di antiacidi. Questi spesso utilizzati per combattere l’acidità gastrica, possono causare l’abbassamento del PH fecale, provocando stitichezza e disfunzione dell’alvo.

Disbiosi fermentativa

La disbiosi fermentativa è localizzata a livello dell’intestino tenue. Anche in questo caso una bassa acidità gastrica può aumentare il rischio, così come l’eccesso consumo di zuccheri semplici e carboidrati raffinati.

In questo caso i sintomi possono essere: gonfiore, tensioni addominali, cattiva digestione e alitosi, meteorismo, flatulenza, nausea e vomito, cistiti e infezioni vaginali.

 

Cosa causa il disequilibrio della flora dell’intestino?

L’equilibrio della flora intestinale è strettamente legata ad uno stile di vita irregolare e abitudini alimentari scorrette. Chi soffre di questo disturbo spesso è un individuo normo-peso, che conduce una vita stressante, consuma pasti frugali, magari dorme poco.

Tra le cause principali del disturbo:

  • un’alimentazione sbilanciata, ricca di zuccheri, carboidrati raffinati, grassi transgenici e additivi, tipici dei cibi industriali
  • l’abuso di farmaci, in particolare antibiotici assunti per lunghi periodi sono uno dei maggiori fattori di rischio
  • lo stress
  • Il fumo e l’alcool
  • poche ore di sonno

Come si cura la disbiosi intestinale?

Il cambiamento delle abitudini e uno stile di vita regolare sono necessari per ripristinare l’equilibrio della flora batterica e la funzionalità dell’intestino.

Negli ambulatori LabQuarantadue, quando riscontriamo un sospetto di disbiosi, eseguiamo un’anamnesi dettagliata del paziente.

Attraverso un questionario e analisi specifiche andiamo a definire integrità della barriera e lo stato di salute dell’intestino. In base al referto si lavora in equipe per “affrontare” il problema a 360° per favorire il benessere e la scomparsa dei disturbi nel nostro paziente.

Viene suggerito un piano alimentare, che ha come regole principali:

  • Evitare cereali raffinati come pasta e pane, ma prediligere quelli più ricchi di fibre quali farro, pasta integrale, pane integrale
  • Evitare i cibi ricchi di zuccheri
  • Limitare l’utilizzo di prodotti industriali pieni di additivi e conservanti
  • Scegliere il più possibile cibi non trattati e freschi, seguendo la stagionalità

Passo dopo passo, dobbiamo rieducarci a ritmi di vita regolati dal nostro orologio biologico: andare a dormire allo stesso orario, mangiare piano, masticando più a lungo e mantenere un’alimentazione a basso indice glicemico e insulinico.

È consigliabile poi, un apposito approccio integrativo di prebiotici o probiotici volto a correggere il rapporto tra le diverse specie batteriche che popolano l’intestino.

 

Ricominciare a stare bene

Ad oggi, la disbiosi intestinale è un disturbo spesso non diagnosticato e sottovalutato da chi ne soffre. Provoca un malessere generalizzato e uno stato di infiammazione che può diventare cronico e sfociare in gravi patologie.
Curare l’equilibrio della flora intestinale non è difficile, ma parte da una diagnosi corretta della problematica, da scelte migliori a tavola e un maggior rispetto verso i nostri normali ritmi biologici.

Nei nostri ambulatori mettiamo a disposizione un primo consulto gratuito per parlare con un medico specializzato dei propri sintomi e trovare il giusto percorso per ricominciare a stare bene.

Riserva il tuo primo consulto gratuito.