fbpx Skip to main content

Sgarrare la dieta ostacola la perdita di peso?

Sgarrare la dieta è davvero “grave” per chi sta seguendo un piano di dimagrimento, o ci si può perdonare qualche deviazione dalla linea? Ecco cosa ne pensano i nutrizionisti.

 

Stare a dieta durante le feste

Rispettare la dieta è difficile sotto le feste: siamo abituati a collegare alla Pasqua l’idea delle uova di cioccolata e della tavola imbandita da condividere con parenti e amici, e rinunciare ai piaceri del gusto ci sembra un delitto. Sono sentimenti normali e comprensibili. Qualcuno sarà riuscito a tenere duro e non assaggiare nessuna pietanza “incriminata”, ma è oggettivamente probabile avere sgarrato almeno un po’, almeno la domenica pasquale. È “grave”?

 

Che cosa succede se si sgarra la dieta durante le feste

Molti regimi di dimagrimento hanno un giorno libero, nel quale (entro certi parametri) è ammesso mangiare in modo meno regolato: vengono anche chiamati cheat days e, in determinati piani alimentari, servono per permettere al corpo di recuperare alcuni nutrienti tenuti sotto controllo nel resto della settimana.
Se naturalmente questo non deve significare abbuffarsi senza limiti, dimostra il fatto che un giorno ogni tanto di relativa tolleranza non nuoce alla dieta. In effetti il metabolismo non viene modificato se non in modo trascurabile da un “giorno di sgarro” soltanto, perché si modifica in tempi più dilatati.
L’importante è che questa giornata di “extra” un po’ sopra le righe non diventi quindi un’abitudine costante all’esagerazione, sia sul piano del cibo che su quello dell’alcol: l’attenzione infatti non va data solo alle calorie, ma anche allo stile di vita sano in generale.
È del resto dimostrato che la regolarità nelle abitudini alimentari, di movimento, di ritmo sonno/veglia influenzano davvero la risposta del corpo a un programma di dimagrimento sul lungo termine.

La componente psicologica

Portiamo l’attenzione su una questione molto delicata: per dimagrire non serve solo il corpo, ma anche la mente e l’equilibrio emotivo.
Se l’idea di saltare la dieta per un giorno ti provoca forti sensi di colpa, ansia, umore depresso e influisce negativamente sulla sensazione di “farcela”, potresti avere bisogno di un po’ di aiuto: chiedi un colloquio psicologico per tenere sotto controllo questi sentimenti, che sono naturali e comunissimi, ma possono diventare difficili da gestire e controproducenti.
LabQuarantadue riserva molta attenzione all’aspetto emotivo nei percorsi di perdita di peso, proprio perché entrano in gioco fattori complessi come la percezione di sé, l’autoefficacia, la resistenza al cambiamento, fino a giungere a veri e propri disturbi del comportamento alimentare che necessitano senza dubbio di un supporto psicologico. Non esitare a chiedere un consiglio, se ne senti il bisogno!
In ogni caso, condividere la tavola con le persone amate rimane un piacere anche se si è a dieta, e sentirsi allegri e circondati di affetto è sempre molto importante. Se ti sembra di avere un po’ esagerato a tavola per Pasqua, insomma, niente panico: fai tesoro del buonumore che ne hai ricavato, rimetti a fuoco l’obiettivo e cerca di recuperare la giusta routine per tornare in equilibrio.

Qualche eccesso pasquale? Riparti dalla tua routine

È questa la cosa veramente importante: se ti è capitato di uscire dai limiti della tua dieta per un giorno o due, ciò che conta è la capacità di rimetterti in carreggiata riaccendendo la motivazione.
Può esserti di aiuto ripassare i consigli ricevuti dal nutrizionista, ricordare quale obiettivo hai impostato e perché esso è così importante per te, per la tua salute e per la tua possibilità di sentirti bene, felice dentro al tuo corpo.
Non occorre “punirti” per avere sgarrato: non importi allenamenti estenuanti o rinunce eccessive, che possono sortire addirittura l’effetto opposto. Ricomincia semplicemente a lavorare con costanza sulle tue abitudini e vai avanti nella direzione intrapresa.

Ovaio policistico: cosa c’è da sapere per stare meglio

La PCOS, o Sindrome dell’Ovaio Policistico, è un disturbo diffuso: scopriamo le cause e le strategie di cura.

Che cos’è l’ovaio policistico

Si tratta di un problema di origine ormonale che causa la formazione di follicoli ovarici vuoti o di piccole cisti sulle ovaie.

Cause della Sindrome dell’Ovaio Policistico

Ancora oggi la causa della sindrome non è stata individuata in modo preciso. Ciò che si può verificare con certezza è che le ovaie delle pazienti producono troppi ormoni maschili, il che interferisce con la regolare ovulazione.
Direttamente collegata a questa patologia è l’insulino-resistenza, ovvero la scarsa capacità dell’organismo di reagire all’insulina, il che comporta un innalzamento della glicemia nel sangue. Da questi elementi si parte per impostare le soluzioni efficaci contro la Sindrome dell’Ovaio Policistico e i percorsi terapeutici adeguati, di cui parleremo fra poco.

Ovaio policistico e sovrappeso

Come accade per numerose altre patologie, sovrappeso e obesità si collocano sia fra le cause, sia fra le possibili conseguenze della sindrome.
È un fatto che quasi l’80% delle donne con PCOS ha un problema con il peso; dimagrire con l’ovaio policistico è più difficile, ma è possibile; inoltre, perdere peso aiuta a ridurre i sintomi e i rischi correlati.

Quante persone soffrono di Sindrome dell’Ovaio Policistico?

La sindrome interessa, in media, una percentuale compresa fra il 5% e il 7% delle donne. La fase nella quale è più frequente sviluppare questa patologia si colloca nell’età fertile: ci sono casi di ovaio policistico a 14 anni, in adolescenza, e naturalmente l’approccio da seguire sarà diverso
rispetto a quello adatto a una donna di 30 o 40 anni.

Ovaio policistico sintomi

Gli indicatori “visibili” di una possibile Sindrome dell’Ovaio Policistico sono:
– mestruazioni irregolari e talvolta dolorose
– irsutismo (crescita di numerosi peli in zone normalmente glabre)
– acne
– aumento di peso insolito e difficile da tenere sotto controllo.

Ovaio policistico a chi rivolgersi

Per diagnosticare la PCOS non è sufficiente notare i sintomi appena elencati: è indispensabile che il personale medico sottoponga la paziente ad analisi accurate che comprendono la verifica di una eventuale insulino-resistenzatest ematici specifici ed ecografia per identificare, fra l’altro,
eventuali cisti ovariche.
Per la diagnosi di ovaio policistico il primo riferimento è il medico di base o, direttamente, il ginecologo di fiducia. Per una valutazione completa è importante consultare anche un endocrinologo e uno specialista in malattie metaboliche. Per la gestione della patologia accertata sarà di grande aiuto anche un nutrizionista.

Chiaramente la scelta ideale consiste nell’affidarsi a un team multidisciplinare che possa prendere in carico la PCOS nel suo complesso, fornendo risposte coerenti.

Ovaio policistico quali sono i rischi

Le donne con ovaio policistico devono mantenere la propria salute attentamente monitorata per evitare di incorrere in alcune patologie alle quali risultano più esposte della media:
– diabete e altre malattie metaboliche;
– malattie cardiovascolari.

Un aspetto delicato connesso alla PCOS è quello della fertilità, che potrebbe risultare compromessa (ma non accade sempre e, in ogni caso, ha vari gradi), e dei rischi in gravidanza, dal momento che chi ha la sindrome ha maggiori probabilità di:
– non riuscire a portare a termine la gravidanza;
– sviluppare il diabete gestazionale;
– incorrere nella gestosi o in altri problemi di natura ostetrica.

Ovaio policistico come si cura

Tecnicamente non si “guarisce” dalla PCOS: si tratta di una condizione che non si può risolvere al 100%. Questa affermazione non deve scoraggiare, perché in realtà si può curare l’ovaio policistico, intervenendo in modo da ridurre sensibilmente sia i sintomi, sia i fattori che costituiscono un
rischio di incorrere in aggravamenti o patologie correlate.

-Esistono farmaci specifici per tenere sotto controllo la PCOS. Gli specialisti di LabQuarantadue propongono, a seconda dei casi, una terapia a base di Metformina o Liraglutide.
– I farmaci da soli non bastano: la vera risorsa per curare l’ovaio policistico è modificare il proprio stile di vita e curare la propria dieta. Per gestire la PCOS è fondamentale fare una regolare attività fisica e seguire una dieta personalizzata che permetta di perdere chili, se necessario, e scongiurare l’aumento di peso legato alla patologia.

Dimagrire con l’ovaio policistico

Mantenere il peso forma è davvero importante per controllare la PCOS, e l’alimentazione corretta è indispensabile allo scopo di regolare il meccanismo dell’insulina, che può essere compromesso.
C’è effettivamente un nesso fra ovaio policistico e difficoltà a dimagrire: per questo è necessario un percorso di dimagrimento specifico impostato da professionisti, che devono lavorare con un approccio multidisciplinare integrato.
Per contro, perdere peso ridurrà anche i disagi dovuti alla sindrome, con un vantaggio per il benessere generale e la qualità di vita.

Ovaio policistico alimentazione

Esiste la giusta dieta per chi ha l’ovaio policistico, ma non è identica per tutte: è bene rivolgersi solo a specialisti competenti in grado di eseguire una valutazione accurata.
Nell’esperienza di LabQuarantadue, il regime alimentare che dà i risultati statisticamente più efficaci per le donne con PCOS e problemi di sovrappeso si basa sulla dieta chetogenica.
Essa deve essere adattata alla singola paziente e personalizzata tenendo conto dell’intera condizione psicofisica, dell’età e della compliance rispetto alle terapie.
Un supporto psicologico durante le fasi più impegnative del percorso di dimagrimento è fortemente consigliato, per un risultato durevole e coerente.

Consapevolezza e prevenzione

In linea generale, una buona consapevolezza alimentare costituisce un importantissimo fattore preventivo che consente di evitare l’ovaio policistico in soggetti predisposti, o tenerne sotto controllo gli effetti, sul nascere.
Un consiglio davvero universale è dunque di ottimizzare il proprio stile di vita facendo movimento, evitando fumo e abuso di alcolici, seguendo una dieta sana e bilanciata.

Obesità: quali sono i rischi e come intervenire

Oggi, 4 marzo, si celebra il World Obesity Day, per sottolineare con più forza che l’obesità è uno dei problemi di salute pubblica più impegnativi del nostro secolo.

L’obesità è una vera malattia e non deve essere sottovalutata. È anche curabile, se affrontata con il giusto approccio multidisciplinare.

Quando si può parlare di obesità?

La condizione di obesità si valuta misurando un parametro biometrico chiamato Indice di massa corporea (IMC), o Body mass Index, che mette in rapporto il peso e il quadrato dell’altezza.
Una persona può essere definita clinicamente obesa se il suo IMC è maggiore di 30.
– Un indice fra i 30 e i 34,9 indica un’obesità cosiddetta di primo grado;
– un IMC superiore a 35 identifica l’obesità di secondo grado;
– sopra l’IMC 40 si ha l’obesità di terzo grado, la condizione patologica più seria.
– Un individuo il cui IMC sia fra 25 e 29,9 è considerato pre-obeso, ovvero in una condizione di sovrappeso che richiede un attento monitoraggio.

Oggi, in Italia, la condizione di obesità tocca una persona su dieci. Di fronte a questi dati, LabQuarantadue rafforza costantemente il proprio impegno nel campo della prevenzione e dell’informazione.

I rischi dell’obesità

Se a livello sociale l’obesità appare come un fattore prevalentemente estetico (spesso causando un vero pregiudizio ai danni delle persone coinvolte), ciò che è importante comprendere è che si tratta di una reale patologia che ha conseguenze di vario tipo sulla salute, alcune delle quali molto serie.
L’obesità di tipo 1, 2 e 3 ha infatti una correlazione dimostrata con:
– cancro (soprattutto quello che interessa il tratto digerente, il fegato, il seno e l’endometrio);
– diabete e patologie metaboliche;
– malattie cardiovascolari;
– patologie del sistema endocrino;
– disfunzioni sessuali e problemi di fertilità.

Inoltre l’obesità è causa di numerosi disturbi di entità minore (per esempio a carico della circolazione periferica, delle articolazioni, della cute, della digestione, del sonno) e disagi quotidiani che senz’altro influiscono sulla qualità della vita.
Ultima ma non meno importante è la ricaduta sulla vita emotiva e relazionale: è dimostrata l’influenza reciproca fra il forte sovrappeso e condizioni di ansiadepressioneritiro socialedisturbi del comportamento alimentare.
Queste parole non devono servire a spaventare: infatti, l’obesità si può curare e le patologie correlate si possono prevenire o tenere sotto controllo.
Curare l’obesità con un approccio multidisciplinare LabQuarantadue, in decenni di lavoro al servizio di pazienti con sovrappeso e obesità, ha verificato
sul campo la necessità di un approccio integrato e ha sviluppato dei protocolli di intervento capaci di dare risultati sicuri e durevoli.
Il primo passo riguarda la nutrizione consapevole: un regime alimentare studiato da specialisti è indispensabile, tanto quanto il ricorso a un’attività motoria commisurata alle possibilità del paziente.

In alcuni casi è necessario fare ricorso ad una terapia farmacologica. Attualmente in Italia, i farmaci autorizzati per la terapia dell’obesità negli adulti sono l’Orlistat, la Liraglutide e Naltrexone/Bupropione, indicati nei pazienti obesi con indice di massa corporea (BMI) maggiore o uguale a 30 kg/m2, o nei
pazienti in sovrappeso (BMI ≥ 27 kg/m2) con fattori di rischio associati.
Nei casi di obesità di secondo e terzo grado, possono essere proposte soluzioni di tipo chirurgico o dispositivi poco invasivi come il palloncino intragastrico Allurion.

Ciò che spesso manca nei trattamenti per l’obesità e il sovrappeso è l’integrazione fra prospettive e specialisti diversi: per esempio, è fallimentare proporre una soluzione che non coinvolga l’aspetto psicologico e non preveda un supporto psicoterapeutico costante, fondamentale durante un percorso personale che è oggettivamente impegnativo.
Inoltre, la comunicazione e la sinergia fra i medici che si prendono cura dello stesso paziente è essenziale per impostare un programma personalizzato efficace e senza rischi. La persona, con la sua storia e le sue difficoltà, deve essere messa al centro della terapia ed essere protagonista del cambiamento, diventando il proprio migliore alleato.

Dimagrire: ecco perché funziona il digiuno intermittente

Parliamo di digiuno intermittente: che cos’è, come farlo in sicurezza e perché funziona per perdere peso.

Digiuno intermittente per dimagrire: che cos’è

Il digiuno intermittente è, più che una dieta, una routine di alimentazione da adottare temporaneamente.

Semplificando, si può dire che il cosiddetto intermittent fasting mima le condizioni del digiuno attraverso dei periodi (ore o giorni) nei quali sostanzialmente non si mangia nulla.

Come si fa il digiuno intermittente

Esistono diversi schemi di digiuno intermittente, ciascuno adeguato a differenti situazioni e obiettivi. Solo uno specialista può consigliare il percorso migliore: è fondamentale essere seguiti da un esperto durante questa pratica, anche perché – come vedremo – essa non è adatta a tutti.

  • Schema eat-stop-eatsi digiuna per 24 ore, per una volta o due alla settimana. Questa soluzione dà buoni risultati per l’obesità.
  • Schema 5:2 o dieta fast: per cinque giorni si mangia regolarmente; per due giorni si mantiene un regime a basso apporto di calorie (max 500-600 calorie, ovvero da ½ a ¼ dell’introito abituale, bilanciate fra proteine (11-14%), carboidrati (42-43%) e grassi (46%). Questa soluzione ha dato buoni risultati anche per contrastare l’insulino-resistenza.
  • Schema 16/8 o dinner cancelling: si tratta in sostanza di saltare la cena, mantenendo 16 ore senza alimentarsi, e 8 in cui si mangia normalmente e si può fare attività fisica.

Esistono anche altre possibili combinazioni, non tutte consigliabili e riconosciute sul piano medico: meglio informarsi presso un centro specializzato come LabQuarantadue, senza lasciarsi confondere dalle promesse della Rete.

 

A chi serve il digiuno intermittente

Questo regime è stato ideato soprattutto pensando a chi deve perdere peso, in modo importante e relativamente veloce. È quindi indicato in linea generale per chi è in sovrappeso o è obeso.

 

Perché funziona il digiuno intermittente

Il primo effetto del digiuno è che, introducendo meno calorie, si contrasta l’aumento di peso. L’intermittent fasting fa dimagrire perché, non ricevendo le calorie di cui ha bisogno, l’organismo intacca le “riserve”: queste scorte sono costituite dagli accumuli di grasso, soprattutto quelli localizzati su cosce e addome, che appunto si ridurranno abbastanza rapidamente.

Più sul lungo termine, digiunare produce una risposta nel metabolismo: dà una sorta di sferzata all’attività metabolica, rimettendola in equilibrio.

Infine, a livello fisico ma anche psicologico, impegnarsi in un cambiamento di abitudini alimentari innesca un circolo virtuoso che, una volta interrotta la pratica del digiuno, aiuterà a mantenere un comportamento nutrizionale adeguato.

 

I vantaggi del digiuno, oltre alla perdita di peso

Secondo i più recenti risultati della ricerca medica:

  • esaurire le riserve di glucosio e di grasso aumenta la resistenza allo stress delle cellule e ne riduce la risposta infiammatoria, che è tipica della condizione prolungata di sovrappeso;
  • cambiare le abitudini alimentari modifica anche l’equilibrio ormonale, promuovendo l’attività degli ormoni alleati del consumo di grassi (come il testosterone) rispetto a quelli che hanno invece l’effetto opposto;
  • si produce un abbassamento della pressione sanguigna;
  • viene incoraggiato il rinnovamento cellulare dei tessuti e la rigenerazione del sistema immunitario;
  • intervenendo su insulino-resistenza, infiammazioni, risposta allo stress e pressione sanguigna, la dieta intermittente ha un possibile vantaggio a lungo termine nella prevenzione di patologie tipiche di uno stile di vita sregolato, come ipertensione, diabete, sindrome metabolica, ictus, malattie di origine infiammatoria (colite, morbo di Crohn), tumori, ma anche nella prevenzione di Alzheimer e Parkinson, grazie all’effetto protettivo sulla salute cerebrale.

 

Il digiuno intermittente è difficile da seguire?

Questo tipo di dieta può sembrare impegnativo, ma in realtà è più facile di quanto si pensi. In primo luogo, ha una durata limitata nel tempo e produce dei risultati visibili, che incoraggiano a portare a termine il percorso.

Inoltre, nella vita di tutti i giorni può essere più difficile seguire una dieta bilanciata a ogni pasto rispetto alla possibilità di mangiare senza troppi limiti (purché senza esagerazioni) e digiunare per una porzione tutto sommato piccola della propria settimana.

 

Precauzioni ed effetti collaterali del digiuno

Il digiuno intermittente non è adatto a tutti, e deve essere un team di specialisti (medico di base, nutrizionista, psicologo, endocrinologo) a valutare caso per caso se questo regime può essere applicato senza rischi.

Non possono sottoporsi al digiuno:

  • ragazzi e ragazze nell’età dello sviluppo;
  • persone anziane;
  • donne in gravidanza;
  • persone interessate da una patologia cronica;
  • persone che hanno un disturbo del comportamento alimentare o un rapporto emotivamente problematico con il cibo: in quest’ultimo caso il digiuno potrebbe indurre o aggravare il disturbo.

 

Effetti collaterali: cosa aspettarsi

In linea generale il digiuno intermittente non dà effetti negativi rilevanti. È possibile tuttavia andare incontro a

  • irritabilità;
  • difficoltà (fisica e psicologica) a gestire la fame;
  • mal di testa.

Questo accade soprattutto durante i primi giorni in cui si applica la disciplina del digiuno intermittente.

In ogni caso, il digiuno intermittente in tutte le sue forme deve essere praticato per un periodo limitato di tempo e sotto stretto controllo medico. Anche l’attività fisica deve essere programmata seguendo le indicazioni del team clinico.

È importante che il digiuno non sia percepito come una “scorciatoia” per dimagrire in fretta: certamente fa perdere peso, e aiuta a ripartire con il piede giusto, ma non sostituisce un impegno durevole per ritrovare equilibrio e benessere.

 

Fonti: New Journal of Medicine, Jama Network Open, Fondazione Veronesi.

La psicoterapia in un percorso di perdita di peso

Il problema dell’obesità e del sovrappeso richiede certamente un approccio clinico di tipo medico e l’attivazione di un regime alimentare adeguato. Tuttavia, da sole queste imprescindibili risorse non sono sufficienti: occorre considerare anche la psiche, ovvero come il paziente si sente, quali emozioni prova e come tende a reagire, nella vita di tutti i giorni. Per questo l’approccio clinico viene integrato con la psicoterapia.

Perché la psicologia aiuta a perdere peso?

Non si può prescindere dall’aspetto psicologico in un percorso di dimagrimento, specie se si ha a che fare con un sovrappeso importante. Le ragioni per le quali una persona raggiunge una massa molto al di sopra della propria norma, fatica a integrare e mantenere abitudini corrette o non riesce a prendersi cura della propria salute si radicano solidamente nel mondo della psiche oltre che in quello strettamente organico (forse più facile da percepire).
Il supporto psicologico è un’esigenza e un diritto importante per chiunque intraprenda un percorso di cambiamento impegnativo, come il perdere chili, che richiede una costante motivazione e porta con sé inevitabili momenti di sconforto o cali di fiducia.

La persona è un sistema complesso

Alla base della filosofia d’intervento di LabQuarantadue c’è la presa in carico dell’individuo come un “intero”: il corpo e la mente risiedono nello stesso organismo, le emozioni e le azioni influiscono costantemente nel nostro funzionamento biologico. Ignorare il fattore psichico sarebbe, semplicemente, privo di senso ai fini di un risultato concreto.
Per questo, nel nostro team coinvolgiamo psicologi e psicoterapeuti specializzati nelle problematiche legate al comportamento alimentare.
Il compito di questi professionisti è aiutare chi si rivolge agli ambulatori LabQuarantadue a riuscire nell’intento fondamentale di modificare il proprio stile di vita, e a mantenere la direzione nel tempo.

L’approccio della terapia cognitivo-comportamentale

La psicoterapia e l’approccio cognitivo-comportamentale risultano più adatti per sostenere un individuo durante una fase di cambiamento della propria routine. Semplificando, lo psicoterapeuta cognitivo-comportamentale:

  • permette di riflettere su atteggiamenti e meccanismi mentali che ostacolano il benessere;
  • sostiene la motivazione al cambiamento e all’impegno;
  • fornisce strategie cognitive fondate su una solida base scientifica, adeguate a rendere più facile e durevole il cambio di abitudini;
  • insegna tecniche per contrastare l’ansia e per prevenire le ricadute;
  • non dice cosa fare: piuttosto, aiuta a capire cosa fare e a riuscire a metterlo in pratica, in un’ottica di ascolto e rispetto.

In cosa consiste il percorso

Un percorso di supporto psicologico per la perdita di peso si svolge tramite una serie di sedute psicoterapeutiche, in presenza o online, a cadenza regolare. Questi incontri accompagnano il piano di dimagrimento, supportando e rendendo davvero completo il programma impostato in ambulatorio, in cooperazione costante con gli altri specialisti coinvolti.

I risultati

Grazie a un percorso psicoterapeutico mirato, l’individuo diventa egli stesso l’esperto e riesce a modificare il proprio stile di vita. Il terapeuta non dà delle direttive, bensì offre supporto nella ricerca delle strategie migliori per costruire il cambiamento e perseguire gli obiettivi.
In questo modo, il paziente non solo riuscirà a ritrovare il proprio benessere psicofisico, ma imparerà a gestire tutto questo nel lungo termine, proteggendosi dal ricadere in meccanismi dannosi.
In verità, infatti, un corretto stile di vita non consiste semplicemente nel seguire una dieta sana, essere in normopeso, fare attività fisica costante: è dato dall’attenzione amorevole verso il proprio benessere globale e verso tutti gli elementi che vi contribuiscono. Inclusi i pensieri.

Disbiosi Intestinale: cos’è e come prevenirla

L’intestino ed il suo benessere, tra batteri ed irritazioni: scopriamo la Disbiosi intestinale.

L’intestino è un organo fondamentale nel nostro organismo, da cui dipende lo stato della nostra salute, non solo intestinale. Il nostro stile di vita è spesso squilibrato e bisogna prestare attenzione alle irritazioni intestinali e a prevenire eventuali dismetabolismi.

Cos’è la Disbiosi intestinale?

La Disbiosi intestinale è un’instabilità microbica provocata da una crescita anormale di batteri, che a loro volta provocano uno squilibrio, con conseguente irritazione.

Nell’intestino umano sono contenuti molteplici microrganismi capaci di unire vitamine ed altre sostanze necessarie all’organismo per far sì che avvengano le funzioni di ogni giorno, tra cui il mantenimento e la regolazione della funzionalità della barriera intestinale. Questo insieme viene chiamato Microbiota Intestinale, il cui scopo è anche quello di ostacolare l’attacco di patogeni e supportare la peristalsi intestinale.

Il termine comune del Microbiota è “flora intestinale” e ha uno stretto legame con il nostro sistema immunitario, andando a regolare la risposta immunologica del nostro organismo, e nello specifico dell’intestino.

Cos’è il Microbiota e cosa succede quando si ha un’alterazione del Microbiota?

Il Microbiota è quell’insieme di microrganismi necessario per la digestione di alimenti e che protegge come una barriera fisica da ceppi patogeni, abbattendoli e trasformandoli in sostanze non tossiche per il nostro organismo come proteine, ormoni, neurotrasmettitori, vitamine ed altri.

Ecco che, quando vi è un’alterazione del Microbiota, il nostro intestino comincerà a funzionare in maniera errata senza svolgere la sua quotidiana funzione, cioè non digerendo bene, con conseguente gonfiore addominale. Questo peggioramento fisico viene denominato Disbiosi intestinale.

Come riconoscere la Disbiosi intestinale?

Questo disturbo è facilmente riconoscibile, poiché ha effetti individuabili nella vita quotidiana:

  • Gonfiore addominale;
  • Cattiva digestione;
  • Meteorismo;
  • Stipsi;
  • Infezioni genitali (che si tramutano in cistite o candida)

Le intolleranze alimentari indirette sono tra quei disturbi legati a questa problematica. Questo è dovuto dall’incapacità dei villi intestinali che infiammandosi non possono più assorbire le sostanze che ingeriamo.

E’ importante conoscere (effettuando dei test) il benessere del nostro intestino e del microbiota nello specifico per evitare obesitàdiabete di tipo 2sindrome metabolicamalattie intestinali varie, allergie.

Cosa causa la Disbiosi intestinale?

Questa avviene per vari motivi a volte causati da noi stessi, come un’alimentazione non equilibrata, assumendo quindi eccessivi carboidratigrassi animali, vitamine o al contrario iponutrizione, o assumendo farmaci come antibiotici ed antinfiammatori in dosi eccessive o per ultimi, iniezioni per curare enteriti, gastroenteriti o colite.

Alterare la mucosa intestinale causa quindi un varco aperto per germi o molecole che possono sfociare in malattie vere e proprie. Si va incontro, dunque, a infiammazioni croniche associate da un aumento del peso e di accumuli di grasso.

Quali sono gli esami da effettuare per diagnosticare la disbiosi intestinale?

È importante conoscere la composizione del nostro microbiota per poter anticipare eventuali condizioni di disordine intestinale quali, appunto, la disbiosi.

Il test da effettuare è l’esame del microbiota intestinale, il Disbio-Test.

È consigliabile sottoporsi a questa tipologia di test in vari momenti della vita, quali l’arrivo di sintomi intestinali come cistiti, uretriti, stipsi, per poter prevenire peggioramenti; in caso di sovrappeso e obesità, optando per piani nutrizionali ad hoc; durante l’infanzia, per poter assicurare una maturazione intestinale adatta, e la vecchiaia, limitando gli effetti di questo avanzamento; in gravidanza e allattamento, per migliorare lo sviluppo microbico del neonato; all’inizio della menopausa, per poter assicurare alla donna un supporto in questo momento di cambiamento fisico ed ormonale; per chi segue dei piani nutrizionali specifici, come gli sportivi che esercitano questa attività a livello agonistico, migliorandone così i risultati da perseguire.

Cosa verrà analizzato nel Disbio-Test?

Alcuni parametri necessari, quali la biodiversità e il grado di disbiosi, saranno valutati durante l’esame. Saranno valutati anche il numero di batteri presenti, il numero di proteine, la mucosa, gli acidi grassi che se in maggiori quantità possono alterare la barriera intestinale e quali sono i batteri patogeni che provocano le infiammazioni intestinali.

In cosa consiste tecnicamente, come avviene il Disbio-Test?

Il Disbio-Test consiste in un prelievo attraverso un semplice esame delle feci, successivamente analizzato nel laboratorio specializzato preposto, che andrà a cercare due molecole che, se presenti in alte concentrazioni, potrebbero causare uno squilibrio della flora batterica.

È importante sottoporsi al test per determinare la patologia.

La diagnosi:

Nel momento dell’esito del disbio-test, lo specialista di LabQuarantadue con i risultati alla mano, deciderà quale percorso seguire per curare il paziente; potrebbe essere necessario apportare delle modifiche nelle proprie abitudini alimentari (con un piano nutrizionale ad hoc) o una cura farmacologica, se necessario.

Le indicazioni terapeutiche dello specialista dovranno poi essere affiancate da un nutrizionistache andrà a risolvere i disturbi correlati, aggiungendo al piano alimentare dei fermenti lattici, probiotici, utili al ripristino della flora batterica, minacciata da questi microrganismi micotici.

La visita nutrizionale con consegna del piano alimentare sarà necessaria per il paziente.

Il nutrizionista seguirà il percorso del paziente in ogni fase, decidendo un percorso terapeutico personalizzato ed adatto in base anche alla vita svolta dal paziente, con un susseguirsi di visite successive per conoscere l’efficacia della terapia assegnata ed eventuali cambiamenti da apportare in corso d’opera.

Quali le conseguenze della Disbiosi Intestinale se non curata?

La Disbiosi Intestinale se non curata può provocare svariate malattie legate alle funzioni epatiche e renali, quindi un concatenarsi di altre patologie, nonché un fattore di rischio per poliposi e colon irritabile, diminuendo notevolmente la qualità di vita di chi ne soffre.
Prenota un consulto con i nostri specialisti di LabQuarantadue per saperne di più, contattaci!

Mutidisciplinarietà, affidarsi ad un team di specialisti per perdere i chili accumulati durante l’estate

Se si pensa che durante l’estate si tende a perdere peso, si è molto lontani dalla verità.
Il caldo, contrariamente a quanto tutti pensano, fa ingrassare, è tutta una questione di metabolismo rallentato, liquidi e calorie immagazzinate come se fossero grassi …

L’estate, insomma, è la stagione che fa ingrassare, ma non c’è da disperarsi, perché per evitare che l’aumento di peso estivo comprometta il proprio fisico è possibile:

  • Trovare la giusta chiave per affrontare il caldo nel migliore dei modi;
  • Provvedere a perdere i chili presi al termine della stagione, magari affidandosi a un team di esperti
    nel settore.

Peso estivo, una questione di metabolismo

L’esposizione al caldo torrido durante l’estate causa un’inevitabile perdita di energie, a tal punto che il metabolismo rallenta rispetto ai ritmi che solitamente ha durante la stagione fredda.
Durante l’inverno, quando la temperatura corporea è più alta di quella esterna, il mantenimento della stessa temperatura richiede un grande dispendio di energie, che si traduce in calorie bruciate dal corpo per ottenere tale risultato.

In estate, però, per mantenere la temperatura corporea a un certo livello, non è necessario bruciare molte calorie, perché – con l’innalzamento delle temperature – l’ipotalamo (la ghiandola che regola le funzioni primarie dell’organismo) fa diminuire il metabolismo basale.
Questo causa un abbassamento della produzione di calorie e, insomma, il metabolismo in blocco subisce un forte rallentamento, facendo in modo tale che tutto quello che si mangia venga trasformato in grasso (a meno che non si esegua un’attività fisica).

Con il sudore si perdono anche le vitamine e i minerali che il nostro corpo utilizza proprio in relazione al metabolismo lipidico e all’azione del bruciare i grassi.
Infatti, se non si assume la corretta quantità di queste sostanze (in particolare di vitamina B1 e B2) viene meno la capacità del nostro corpo di bruciare i grassi, favorendo ulteriormente così l’aumento di peso.

L’estate è anche la stagione del gelato e di altri alimenti ipercalorici, di cui è difficile fare a meno.
Per concedersi comunque qualche sfizio, è bene non perdere mai d’occhio, durante la stagione, l’equilibrio nutrizionale, seguendo perfettamente la propria dieta e senza mai saltare i pasti.
Durante l’estate, caviglie e gambe tendono a essere più gonfie del solito, anche a causa della carenza di potassio nell’organismo (dovuto alla forte sudorazione).

Bere troppo, inoltre, potrebbe portare ad accusare questa sensazione di gonfiore, anche generalizzato.
Pertanto, per risolverla, è necessario moderare il consumo quotidiano di sale e assumere maggiori quantità di potassio attraverso alimenti come:

  • Frutta come avocado e banane;
  • Funghi;
  • Aglio;
  • Verdure di stagione.

In estate, insomma, bisogna prestare molta più attenzione alla quantità di calorie che si assumono nell’arco di una giornata, magari si potrebbe persino pensare di mangiare di più di giorno, in modo da andare a dormire la sera avendo smaltito tutto.
Infatti è stato dimostrato che le calorie ingerite dopo le 22:00 vengono accumulate nell’adipe, perché il processo metabolico entra in fase di riposo.

Perdere il peso estivo con il team di LabQuarantadue

Negli ambulatori LabQuarantadue, i pazienti vengono affidati a un gruppo di specialisti nella perdita del
peso corporeo (anche di quello accumulato durante la stagione estiva).
Si tratta di un team che, seguendo le linee guida della Società Italiana Obesità, offre ai pazienti delle terapie personalizzate per permettere la perdita di peso e il raggiungimento del benessere fisico, mentale e sociale.
I percorsi di LabQuarantadue, infatti, mettono a disposizione dei pazienti dei percorsi di:

  • Prevenzione
  • Diagnosi
  • Trattamento dei principali problemi metabolici, affiancando al paziente un team di esperti che comprende
  • Medici
  • Dietologi
  • Endocrinologi
  • Biologi
  • Nutrizionisti e dietisti
  • Psicoterapeuti

L’approccio di LabQuarantadue, in qualsiasi caso, è multidisciplinare.
Il trattamento del sovrappeso, dell’obesità (e tanto altro) è altamente specializzato e personalizzato, perché dettagliatamente studiato per i singoli pazienti da un’equipe di specialisti in molteplici campi di interesse.

Il fine degli esperti è quello di accompagnare i pazienti nel percorso di cambiamento e di rimessa in forma dall’inizio alla fine, senza mai lasciare ciascuno a sé stesso, in modo tale da raggiungere l’obiettivo clinico, prefissarlo e mantenerlo nel tempo.
Per perdere il peso accumulato durante l’estate, quindi, LabQuarantadue è un’ottima soluzione.
Per farlo, però, è necessario che si segua un piano di dimagrimento e una dietoterapia personalizzata considerando il caso specifico del paziente in cura.

Multidisciplinarietà di LabQuarantadue

Osservando e seguendo il paziente a 360°, in ogni sfaccettatura della sua salute mediante un approccio multidisciplinare, agli specialisti dei team di LabQurantadue è permesso di conoscere a fondo la storia medica e la condizione clinica dei singoli soggetti.
I pazienti, infatti, non devono essere considerati soltanto in base al disturbo che dimostrano esteriormente, magari sottoponendoli persino a piani di cura standardizzati, ma devono essere valutati nella loro unicità e studiati in profondità.
Ecco perché è importante che nell’equipe di specialisti ci siano anche degli psicoterapeuti o, ancora, nutrizionisti e biologi che vadano a creare un percorso unico e adatto a un paziente soltanto.
La multidisciplinarietà è, quindi, un’arma potentissima di cui l’azienda LabQuarantadue è in possesso e grazie alla quale si ottengono risultati finali molto validi e duraturi.

SmartE-HEALTH, i nuovi percorsi dietoterapici online di LabQuarantadue

Per medici e personale sanitario la cura del paziente e il suo benessere psico-fisico sono una priorità.

È per questo motivo che le visite conoscitive con un medico sono così importanti, per un dottore il paziente viene prima di qualsiasi altra cosa e la sua salute e le sue aspettative devono essere rispettate.

Ci sono casi, però, in cui svolgere visite fisiche è difficile sia per i medici che per i pazienti, cosa che si è dimostrata particolarmente vera nel periodo di pandemia, ma anche precedentemente per cause differenti.

Non sempre conciliare gli impegni quotidiani e lavorativi è possibile, specialmente se gli ambulatori per le visite mediche sono lontani rispetto al posto in cui si abita.

Per questo è nata e si è diffusa notevolmente la telemedicinaovvero la possibilità di effettuare consulti medici in videochiamata con il proprio medico e non solo.

Telemedicina e LabQuarantadue

LabQuarantadue mette a disposizione un’equipe di medici, psicologi e altri professionisti della salute in modo che si venga a creare per ogni paziente un piano di trattamento sanitario specializzato e personalizzato, così da raggiungere per tempo l’obiettivo clinico stabilito.

Le visite effettuate con i medici e gli esperti di LabQuarantadue possono essere:

  • Fisiche presso gli Ambulatori LabQuarantadue di Brescia, Milano, Bergamo, Verona;
  • In via telematica, grazie al servizio di Telemedicina.

L’opzione di effettuare televisite è offerta da LabQuarantadue proprio per rispondere alle esigenze dei più, rendendo i servizi offerti dall’azienda

  • accessibili a quanti più utenti possibile
  • immediati
  • semplici.

Con la Telemedicina si può usufruire sia di video – colloqui preliminari con i medici e altri specialisti sia, successivamente, di video-visite (anche di controllo durante lo svolgimento di un determinato percorso) attraverso smartphone, tablet e computer.

I servizi terapeutici personalizzati sono quindi eseguibili comodamente e direttamente da casa, senza rinunciare alla competenza degli specialisti di LabQuarantadue e senza che l’efficacia dei trattamenti venga compromessa.

I pazienti, infatti, anche se a distanza vengono costantemente monitorati e le visite periodiche di controllo in video conservano la stessa efficienza di quelle fisiche.

I percorsi #SmartE-HEALTH

 I percorsi #SmartE–HEALTH sono, appunto, percorsi offerti da LabQuarantadue a cui i pazienti decidono di sottoporsi in maniera telematica.

Prenotare gli appuntamenti con gli specialisti è semplice e veloce, grazie all’applicazione PrenotaLab.

Si tratta di piani di dimagrimento personalizzati e che permettono il mantenimento dei risultati. Anche se a distanza, è garantito il monitoraggio dei progressi dei pazienti dagli stessi medici che hanno pensato al programma su misura.

Come procede il trattamento dei pazienti a distanza?

Se il paziente dovesse scegliere di seguire il percorso #SmartE-HEALTH con LabQuarantadue, le visite successive – sempre svolte in videochiamata – sono da accompagnare a un attento monitoraggio della situazione mediante appositi dispositivi quali

  • Bilancia dotata di impendenziometria (BIA), per monitorare peso e composizione corporea

  • Metro, per la rilevazione delle misure corporee

Gli strumenti vengono direttamente forniti da LabQuarantadue quando si decide di intraprendere il percorso e permettono ai medici che seguono il programma del paziente di tenere sotto controllo i parametri fondamentali per la sua salute.

Inoltre questi strumenti dialogano con il nostro software di Telemedicina e sono in grado di trasmettere i risultati agli specialisti che, monitorando l’andamento della terapia, aiutano i singoli pazienti a raggiungere gli obiettivi prefissati e a fissarne di nuovi.

Periodicamente il paziente è contattato dall’equipe di LabQuarantadue per un check di controllo, sempre garantendo un dialogo visivo sicuro e efficace.

I percorsi #SmartE-HEALTH prevedono una serie di videochiamate con tutti i medici e gli esperti che hanno a che fare con la terapia personalizzata di ciascun paziente.

SmartE-Basic, SmartE-Cheto, SmartE-ConTe

I programmi di telemedicina (percorsi #SmartE–HEALTHdi LabQuarantadue sono tre e dai validi risultati

  • SmartE-BASIC, è un programma nutrizionale e di dimagrimento sicuro e duraturo.
    Permette di raggiungere gli obiettivi usufruendo di adeguati strumenti e insegnamenti per la gestione dell’alimentazione.
    È un percorso adatto a chi vuole perdere peso e riattivare il metabolismo, anche a chi vuole migliorare il rapporto con il cibo e con il proprio corpo.

 

  • SmartE-CHETO, un percorso basato sulla dieta chetogenica della durata di 21 giorni. Si tratta di un processo che porta il corpo a produrre energia autonomamente, grazie al processo di chetosi. È un percorso adatto a chi vuole perdere peso in modo rapido e duraturo, preservando la massa magra.

 

  • SmartE-CONTE, un programma di dimagrimento studiato dai biologi nutrizionisti di LabQuarantadue per iniziare con successo un percorso serio di perdita di peso. È un percorso adatto a chi soffre di grave sovrappeso e obesità con problematiche dismetaboliche che necessitano di un supporto integrato con il medico dietologo e il nutrizionista. Il tutto direttamente da casa.

Dieta e cellulite: l’importanza della medicina estetica correttiva

Per prima cosa è importante ribadire come non esista una dieta in grado di far scomparire in poco tempo la cellulite, ma una strategia alimentare mirata facilita sicuramente la riduzione di grasso in eccesso e di buona parte della cellulite.

La cellulite e la dieta

La formazione della cellulite è legata a una molteplicità di fattori che predispongono il soggetto  a manifestarla (accumulo di tessuto adiposo e tossine, cattiva circolazione, disfunzioni ormonali …).

La dieta per rimediare alla cellulite, quindi, deve mirare all’eliminazione del tessuto adiposo (grasso) in eccesso e alla disintossicazione dell’organismo ma anche alla rivitalizzazione dell’organismo tramite particolari alimenti.

La dieta anticellulite

Anche se l’assunzione calorica, come in qualsiasi altra dieta per il dimagrimento, è un aspetto molto importante in una dieta anticellulite, il numero di calorie giornaliero non deve diventare un’ossessione.

Al contrario, l’apporto calorico è orientativo, un punto di riferimento dal quale è concesso scostarsi, specialmente se si pratica attività fisica regolarmente ed è quindi necessario assumere maggiori nutrienti.

Ciò che davvero conta e fa la differenza in una dieta anticellulite (e non solo), sono gli alimenti.

Gli alimenti imprescindibili per combattere la cellulite sono frutta e verdura di stagione, per proteggere i vasi sanguigni grazie alle vitamine che questi contengono.

In particolare bisogna assumere

  • Agrumie altri frutti ricchi di vitamina C
  • Mirtillo e erbe come meliloto e centella, ricchi di antiossidanti naturali e vitamine (rimedi di derivazione fitoterapica)
  • Carciofi, finocchi, invidia e cicoria, ananas, melone e anguria e altri frutti dalle proprietà diuretiche.

In aggiunta si possono bere tisane dimagranti e disintossicanti e/o consumare frutta e verdura in forma di succhiconcentrati o estratti, tutti senza zucchero.

Aggiungere questi alimenti alla propria dieta facilita il dimagrimento e, quindi, facilita la riduzione della cellulite. 

Da non dimenticare assolutamente è l’acqua, assunta nelle quantità solitamente consigliate (1,5/2 litri al giorno), che costituisce una delle soluzioni più banali ma, allo stesso tempo, più efficaci.

Eliminare la cellulite con le medicina estetica correttiva

La dieta anticellulite non rappresenta sempre una garanzia per la riduzione dell’effetto “buccia d’arancia”.

È anche da ricordare che la cellulite è una malattia della pelle caratterizzata da un aumento del grasso cutaneo, che non sempre coincide con il grasso in eccesso dovuto all’alimentazione.

Perdere peso, quindi, non garantisce una perdita totale della cellulite ma, ovviamente, facilita il processo di riduzione di questa proprio grazie alla eliminazione del tessuto adiposo in eccesso e alla purificazione del corpo dalle tossine. 

Qualora si fosse a disagio con il proprio aspetto e gli espedienti naturali e uno stile di vita sano non dovessero restituire i risultati sperati, entra in soccorso la medicina estetica correttiva.

Eliminare, quindi, la cellulite con la medicina correttiva è ormai possibile e ci sono più modi per farlo.

Infatti, quando la cellulite raggiunge uno stadio irreversibile, è necessario ricorrere a trattamenti di medicina estetica correttiva e, in casi ancora più gravi, alla chirurgia.

Affinché siano garantiti risultati ottimali e permanenti, bisogna che la medicina estetica correttiva, con le sue innovazioni, sia accompagnata da un processo di dimagrimento.

Solo così combinati i trattamenti medico-estetici e i regimi alimentari sani e personalizzati accelerano la perdita di peso e rimodellano la silhouette eliminando gli inestetismi della cellulite.

La medicina estetica correttiva: Cos’è?

La medicina estetica correttiva è un ramo della medicina che provvede a curare e risolvere la cellulite o altre problematiche che risultano difficili da combattere con un approccio puramente alimentare.

È prevista un’integrazione al percorso nutrizionale personalizzato di ciascun paziente di apposite tecnologie mediche estetiche e supporto medico-funzionale. 

È indubbio che un’alimentazione corretta e esercizio fisico siano il miglior approccio per ottenere il benessere fisco e un miglioramento estetico, ma per risultati veri e propri è necessario combinare sane abitudini alla medicina estetica correttiva.

Vincere la cellulite con LabQuarantadue

Per correggere la celluliteLabQuarantadue mette a disposizione un’equipe di professionisti specializzati in medicina estetica correttiva. 

Il percorso proposto garantisce risultati soddisfacenti e prevede, appunto, l’integrazione di nutrizione corretta e supporto medico, al fine di correggere gli inestetismi difficili da debellare con la mera alimentazione.

LabQuarantadue contro la cellulite

Le terapie proposte sono orientativamente uguali per tutti, ma le modalità di intervento variano a seconda del soggetto e in base alla cellulite che questo presenta.

Le terapie a disposizione sono

  • Carbossiterapia, ovvero somministrazione sottocutanea di anidride carbonica gassosa per combattere i problemi circolatori che causano la cellulite.
  • Massaggio meccanico endodermico, un massaggio rotatorio eseguito da rulli che esercitano una pressione sulla pelle al fine di ridistribuire le cellule adipose nel tessuto sottocutaneo e stimolando la circolazione linfatica.
  • Mesoterapia senza aghi QD cosmetica, ovvero somministrazione per elettroporazione (attraverso i pori) di acido ialuronico, senza ricorrere alle classiche iniezioni solite della mesoterapia tradizionale.
  • Mesoterapia farmacologica, iniezione intradermica di farmaci atti a debellare la cellulite.

Altre terapie di LabQuarantadue per gli inestetismi

Le terapie di cui dispone LabQuarantadue sono molto varie e non correggono solo la cellulitema anche altri inestetismi come

  • Tessuti atonici
  • Ritenzione idrica
  • Accumuli adiposi localizzati.

Per capire quale sia il percorso più adatto alla propria condizione è semplicemente necessario rivolgersi a un medico specializzato in medicina estetica correttiva, ovviamente in grado di indicare la terapia ottimale in base alla situazione che si presenta.

Il test genetico di LabQuarantadue

Spesso, nei programmi di medicina estetica correttiva proposti da LabQuarantadue, viene indicato un test genetico al fine di poter effettuare una ricerca più specifica sugli alimenti da inserire nel piano di dimagrimento.

Conoscere l’influenza che i vari cibi possono avere sul nostro corpo, permette di prevenire o contrastare tempestivamente gli effetti infiammatori, e non solo, che interessano la pelle, l’organo più esteso del corpo.

Il test genetico di LabQuarantadue (test genetico anti-aging) consente anche di conoscere la velocità del nostro orologio biologico e di curare la pelle, così da attenuarne l’invecchiamento e i suoi inestetismi, tra cui la cellulite.

Eseguire il test genetico è facile, sitrattadi un tampone buccale a secco.

Grazie al prelievo delle cellule di mucosa dal cavo orale, nel laboratori di genetica di cui si avvalgono gli Ambulatori LabQuarantadue (Synlab) avviene l’estrazione e l’analisi del DNA per individuare eventuali varianti dei geni responsabili di

  • Stress ossidativo
  • Detossificazione
  • Elasticità della pelle
  • Risposta infiammatoria (sulla quale si basa il manifestarsi e il peggioramento della cellulite).

L’obiettivo è, quindi, quello di ricavare informazioni quanto più specifiche possibili sulle condizioni dei pazienti in modo da indicare loro le terapie medico-estetiche più adatte.

Il test genetico, evidenziando la condizione genetica del paziente, permette agli Specialisti di LabQuarantadue di formulare dei piani di cura più completi e adeguati all’ottenimento di salute e benessere.

Bloccare i processi naturali cui il corpo va in contro è impossibile, ma si può invecchiare e/o attenuare gli inestetismi della pelle conservando al meglio la propria salute.

È per questo che LabQuarantadue si avvale di programmi di medicina estetica correttiva, ottenere salute e benessere è impensabile se non si rispettano le esigenze del nostro corpo e se non li si considera strettamente legati con corrette scelte alimentari.

Quanto uno stile di vita sano influisce su salute, mente e organismo: prevenire e ritrovare l’equilibrio

Da più fonti si sente il sollecito a condurre uno stile di vita sano, per i benefici che questo comporta sulla salute (anche in termini di prevenzione), sul benessere della mente e dell’organismo.

Ma cosa significa?

E da dove partire?

In realtà, l’invito è di seguire poche, importanti regole che se assimilate come abitudini, migliorano lo stato generale di salute dell’individuo e le sue capacità mentali e relazionali.

Tali regole possono essere riassunte in pochi principi fondamentali:

  • curare l’alimentazione
  • tenere sotto controllo il peso
  • praticare attività fisica
  • non fumare né abusare di alcol

L’alimentazione

Il regime alimentare necessario per uno stile di vita sano deve comprendere:

  • il consumo regolare di frutta e verdura di stagione, fonti di vitamine, fibre e sali minerali
  • il giusto apporto di proteine, attraverso il regolare consumo di carni (rosse e bianche), pesce, legumi,latticini e uova
  • un giusto equilibrio di carboidrati, meglio se provenienti da cereali integrali.
  • Il limitato consumo giornaliero di sale, principale responsabile dell’insorgenza di ipertensione arteriosa e patologie a carico dell’apparato cardiovascolare

A questo, va aggiunta una corretta idratazione.

L’acqua non deve mai mancare nell’alimentazione, nella misura di circa due litri al giorno. Il nostro benessere fisico e mentale passa anche attraverso la reidratazione e la purificazione dalle tossine e l’acqua, nella sua semplicità, è garante di tali funzioni vitali. Curare l’alimentazione significa anche evitare il consumo di alimenti contaminati (da pesticidi o microorganismi responsabili di patologie serie) e stare lontani da cibi lavorati ovvero industriali. Ci riferiamo a insaccati, affumicati, alle merende confezionate, ricche di conservanti e grassi saturi, e alle bevande gassate e dolcificate.

Un’alimentazione corretta e  equilibrata ha un compito fondamentale perché i nutrienti di cui disponiamo svolgono un’azione energetica, per svolgere le attività quotidiane. Ma anche protettiva di tipo antiossidante, andando a contrastare i radicali liberi responsabili nei processi di invecchiamento e in altre reazioni che possono essere all’origine di malattie e forme tumorali.

Il peso

Legato all’alimentazione è il controllo del peso.

Non dimentichiamo che una condizione di sovrappeso o, nei casi più gravi, di obesità è causa di tante patologie, anche di quelle oncologiche. La massa grassa deve essere ridotta a giusti valori e la massa muscolare deve essere adeguata al regolare svolgimento delle attività ordinarie dell’individuo.

Il sovrappeso è causa di malattie:

  • metaboliche, come diabete o dislipidemie ( alti valori di colesterolo e trigliceridi)
  • cardiovascolari, come ictus e infarti
  • respiratorie
  • a carico delle articolazioni
  • a carico dell’apparato digerente
  • ginecologiche

Inoltre il sovrappeso può influire sull’infertilità e può avere anche serie degenerazioni della sfera psicologica, ad esempio depressione e isolamento sociale.

L’attività fisica

L’evidenza scientifica dei benefici procurati dalla pratica regolare e costante di esercizio fisico sono ben noti. L’attività fisica influisce positivamente sul consumo energetico, sul controllo del peso, sul miglioramento delle funzioni metaboliche e, perché no, anche sull’umore.

Infatti rappresenta un modo per prendersi cura di sé, per socializzare e confrontarsi con gli altri, per scaricare tensioni e stress. Ovviamente, non è necessario iscriversi in palestra. Sarebbe sufficiente concedersi dei tempi per camminare o correre all’aperto, per spostarsi in bicicletta piuttosto che in automobile, per nuotare, al mare o in piscina.

Si tratta di cogliere le occasioni per muoversi in libertà, anche per raggiungere il posto di lavoro o la scuola. Fare le scale a piedi, ad esempio, è un ottimo esercizio per cominciare uno stile di vita sano, e mettere in moto il nostro organismo.

I danni principali della sedentarietà sono molteplici

  • patologie cardiopatiche
  • diabete
  • patologie osseo-articolari
  • patologie oncologiche (ad esempio tumore del colon)
  • pressione arteriosa

Fumo e alcol

Fumare significa introdurre nel nostro corpo

  • nicotina
  • catrame
  • altre sostanze chimiche cancerogene

Il fumo, anche quello passivo, danneggia il sistema respiratorio, provoca infezioni ed enfisemi (patologia a carico dei polmoni) e influisce negativamente sulle capacità riproduttive dell’uomo e della donna.

Inoltre, il fumo induce dipendenza.

L’abuso di alcol può provocare gravi danni al fegato e al sistema nervoso centrale, nonché causare severe alterazioni umorali che sono spesso alla base di comportamenti scorretti, pericolosi (per sé e per gli altri) e spesso violenti. Infatti l’alcol causa distorsione della percezione della realtà e, se associato all’uso di farmaci (soprattutto sedativi, tranquillanti, ansiolitici) può avere effetti di allucinazioni, avvelenamento e finanche intossicazione e morte.

Mens sana in corpore sano

Abbiamo osservato come pochissimi accorgimenti sono alla base di uno stile di vita sano. Abituarsi a tali accorgimenti e praticarli in maniera sistematica fino a farli diventare un’abitudine produce effetti benefici a tutto tondo. All’inizio può essere complicato riprogrammare la propria esistenza su nuove norme, ma a lungo andare i benefici ottenuti ripagheranno la fatica iniziale. Star bene, mangiare bene, vedersi in forma, prevenire patologie serie non ha prezzo!

Attraverso un acquisito stile di vita sano ciascuno di noi può riappropriarsi della propria esistenza, acquisire sicurezza, raggiungere un perfetto equilibrio tra mente e corpo, riversando nuova fiducia in noi stessi. Così, raggiungere l’obiettivo di realizzare le proprie potenzialità, in un mondo che ci offre infinite possibilità.

I servizi di LabQuarantadue: un percorso multidisciplinare

Per raggiungere un perfetto equilibrio tra mente e corpo l’approccio giusto è di tipo multidisciplinare.

LabQuarantadue propone ai propri pazienti un programma terapeutico gestito da un’equipe di Medici, Psicologi e Nutrizionisti per fornire un trattamento sanitario altamente specializzato e personalizzato. Il percorso non solo ha lo scopo di raggiungere l’equilibrio psico fisico, ma mira anche a cambiare lo stile di vita generale per favorire salute e bellezza. Il  percorso terapeutico prevede, per questo, la riabilitazione psico-metabolica e nutrizionale in caso di obesità e sovrappeso, studio sulle intolleranze alimentari, prevenzione e cura dell’invecchiamento e menopausa e la medicina correttiva.

Tutto nell’ottica della salute e del benessere.