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Trattamenti Pro-age e Anti-age

trattamenti proage e antiage

Qual è la differenza tra trattamenti Anti-age e Pro-age? Te lo spieghiamo in questo articolo.

Le cellule di una pelle giovane producono più elastina, collagene e acido ialuronico: non a caso avrai sentito nominare questi composti come ingredienti dei cosmetici più recenti o nelle proposte dei centri estetici.

In effetti, con il passare del tempo la tua pelle avrà a disposizione una “scorta” sempre minore di questi elementi, e la conseguenza visibile è la perdita di tonicità, elasticità e l’aspetto invecchiato che tutte cerchiamo di combattere. Concentrati un momento su questa parola: combattere. L’hai sicuramente trovata spesso nelle pubblicità dei trattamenti e sulle scatole di creme e sieri.

È proprio intorno a questa metafora del combattimento che si apre il discorso della cosmesi e della medicina estetica anti età, ed è qui che serve spiegare la differenza fra Anti-age e Pro-age.

 

Trattamenti proage e anti age differenze

Fondamentalmente la differenza non sta nel risultato ma nell’approccio: come si intuisce dal nome, un trattamento Anti-age si propone di “lottare” contro l’invecchiamento cutaneo, le rughe e la perdita di tono. Un intervento che si definisca Pro-age, invece, si basa su un pensiero diverso: l’idea è accogliere, a livello medico-estetico oltre che filosofico, il cambiamento naturale e lavorare per valorizzare i punti di bellezza, limitando le conseguenze indesiderate del passare del tempo (gli inestetismi).
Belle parole, ma in pratica che cosa significa?

La medicina estetica Pro-age e la cosmesi che la supporta partono da una prospettiva di body neutrality:

Non si pongono l’obiettivo di farti assomigliare a un ideale di perfezione o di giovinezza irraggiungibile, ma di valorizzare il tuo corpo e aiutarti a esprimere il tuo potenziale, fornendo alla tua pelle ciò che le serve per brillare.

Questo approccio è più marcatamente orientato a prevenire: un processo di prevenzione Pro-age terrà conto delle necessità biologiche della tua pelle proponendoti interventi pensati sul lungo termine, non invasivi, che non rischino di stressare il tuo specifico tipo di cute per ottenere un risultato magari anche efficace, ma scarsamente centrato su di te.
Alcuni trattamenti Pro-age coinvolgono anche la persona in modo attivo, insegnando piccoli esercizi e pratiche per tonificare la pelle e ridefinire i profili, proprio sposando l’idea che il centro del trattamento è l’individuo che vuole esprimere il meglio della propria età, viverla da protagonista, non subirla.

Con questo non intendiamo in alcun modo sostenere che nella medicina estetica Anti-Age trattamenti e prodotti siano formulati e usati senza tenere conto del cliente o con obiettivi irrealistici: nella pratica, le tecniche e gli ingredienti possono coincidere.

Il concetto di Pro-age è più che altro un’evoluzione delle idee che stanno alla base della medicina estetica contemporanea.
Non devi quindi preoccuparti se leggi la parola “anti” (anti-invecchiamento, anti-aging, antirughe…) nella descrizione di una crema o dall’estetista: non si tratta certamente di un prodotto dannoso! Spesso si tratta semplicemente di un’esigenza di marketing, per far comprendere meglio lo scopo del servizio, visto che ancora non viene usata spesso la definizione “pro-age”.
Fermati soltanto un momento a riflettere, prima di sottoporti a un nuovo trattamento: ascolta le parole di chi te lo propone e nota se il suo modo di esprimersi ti fa sentire “sbagliata” per il fatto di avere delle rughe o dei segni del tempo. L’atteggiamento giusto da parte di chi si cura di te è importante!

 

Prevenzione Pro-age: l’approccio Lab Quarantadue

 

Nei nostri ambulatori Lab Quarantadue adottiamo questo approccio da molto tempo, ben prima che avesse un nome: occupandoci a tutto campo del benessere psicofisico della persona (che abbia esigenze di pelle o stia cercando un modo per perdere peso), sappiamo bene che ciascuno di noi è differente e unico, e merita di esprimere in modo personale ed equilibrato la propria bellezza e il proprio stare bene.
Non spingiamo mai verso un ideale innaturale, né cerchiamo di vendere trattamenti invasivi che “cancellano il tempo”.
Il tuo tempo ti rappresenta, ciò che desideriamo è solo aiutarti ad attraversarlo nel migliore dei modi, con consapevolezza, buone abitudini e sentendoti al meglio davanti allo specchio.

 

Prevenzione Pro-age consigli che puoi applicare da sola

 

Nella medicina estetica moderna si tende a considerare l’equilibrio generale dell’organismo come base per la prevenzione di un invecchiamento precoce, spesso causato da abitudini dannose. Se vuoi cominciare subito a preservare la tua pelle da segnali di sofferenza considera questi consigli:

  • Smetti di fumare
  • Mantieniti idratata
  • Proteggiti dalla luce del sole con solari affidabili
  • Segui una skincare routine accurata e adatta a te
  • Cerca di mantenere un ritmo costante nelle abitudini di sonno, veglia e alimentazione
  • Non dimenticare un po’ di movimento, meglio ancora se all’aria aperta
  • Coltiva i tuoi interessi, ritagliati del tempo per la tua serenità
  • Segui una dieta adatta al tuo organismo, alla tua pelle, alla tua età e al tuo stile di vita: chiedi consiglio agli esperti di Lab Quarantadue per ottenere una dieta anti-aging personalizzata!

Per dimagrire meglio un dietologo o nutrizionista?

per dimagrire meglio un dietologo o un nutrizionista

Scopri la differenza tra dietologo e nutrizionista e a chi rivolgersi per perdere peso.

Se hai problemi con il tuo peso e hai bisogno di dimagrire forse avrai già cercato di capire a quale professionista chiedere aiuto, nella speranza di ottenere dei risultati efficaci ma anche sicuri. Per dimagrire quindi, meglio un dietologo o nutrizionista? La risposta dipende da diversi elementi, a cominciare dal punto in cui ti trovi sul piano fisico, psicologico e dello stile di vita.

Prima ancora di definire i tuoi obiettivi, infatti, qualunque esperto serio cercherà di capire qual è il tuo stadio di partenza. Prima di associare a ogni problema l’esperto corretto cerchiamo di capire insieme un dietologo chi è, e in cosa differisce da un nutrizionista.

 

Dietologo o nutrizionista: differenza nella formazione

La questione principale che rende diversi dietologi e nutrizionisti è il titolo di studio.

Un dietologo è un medico, è dottore in medicina e successivamente specializzato nella disciplina della scienza dell’alimentazione. Può prescrivere farmaci e prendere in carico persone con problematiche di salute complesse.

Un nutrizionista è a sua volta specializzato nell’ambito della nutrizione ed è ugualmente in possesso di una laurea, ma in biologia o in scienze affini: è un esperto che conosce il corpo umano e il suo funzionamento e può dare delle utili indicazioni sull’alimentazione, ma non può firmare una ricetta medica.

Anche se il primo sembrerebbe il più titolato in base al nome (dieta dietologo) entrambi, potenzialmente, possono stendere un piano alimentare e prescrivere un regime dietetico.

A chi rivolgersi, allora? Per dimagrire meglio un dietologo o nutrizionista?

 

Quando rivolgersi al dietologo

  1. Se hai problemi di obesità, diabete, ipertensione, patologie cardiovascolari o metaboliche hai bisogno del medico dietologo: sono necessari esami diagnostici, potresti avere necessità di farmaci specifici e di un trattamento integrato che combini un programma dimagrante con altre terapie.
  2. Se sei in forte sovrappeso e hai difficoltà a dimagrire, nonostante tu abbia già provato a metterti a dieta e a cambiare abitudini alimentari: il tuo problema potrebbe avere origini ormonali, metaboliche o genetiche ed è importante farti visitare da un medico.
  3. Se anche i tuoi familiari hanno una spiccata tendenza a problemi di peso e patologie correlate, incluse quelle tumorali: è consigliabile almeno una prima visita da parte di un medico.
  4. Se hai disturbi gastrici, disturbi del sonno, un disturbo alimentare o soffri di ansia o depressione, la combinazione tra dietologo e psicologo è senz’altro un buon punto di partenza per impostare un piano alimentare adeguato.

 

Quando rivolgersi al nutrizionista

Il campo di competenza del nutrizionista è soprattutto capire se stai mangiando nel modo giusto e insegnarti abitudini alimentari sane e adatte a te. Il nutrizionista lavora particolarmente sullo stile di vita, le consuetudini e gli schemi che utilizzi nella tua dieta.

  1. È la persona giusta se vuoi perdere peso ma non parti da una condizione di obesità, o se hai già perso peso e ti occorre un aiuto per mantenere la linea.
  2. Può supportarti se non sai come regolarti su alimenti, quantità, frequenza dei cibi che scegli e ti serve aiuto per ottenere una dieta personalizzata da seguire.
  3. Può consigliarti se stai attraversando una fase di cambiamento fisico, per esempio in adolescenza o in menopausa.
  4. Può aiutarti a seguire una dieta vegetariana o vegana bilanciata, o compensare l’eliminazione (temporanea o permanente) di certi nutrienti in caso di intolleranze.

Se ti alleni regolarmente e vuoi ottenere una vera dieta sportiva nutrizionista e dietologo sono entrambi qualificati per permetterti di impostare le calorie corrette per te.

 

La soluzione migliore di tutte è sfruttare una combinazione di professionisti, che possano valutare il tuo caso da diversi punti di vista e aiutarti a lavorare sia sulla tua salute, sia sulla tua consapevolezza alimentare, sia sulla motivazione e la percezione della tua immagine.

Lo scopo finale, dopotutto, non è solo perdere chili: è sentirti bene con il tuo corpo, eliminare il grasso in eccesso ma anche i disturbi (organici ed emotivi) che lo accompagnano.

 

Chi prescrive diete per dimagrire senza una laurea specifica, o senza almeno appoggiarsi alla consulenza di un dietologo o nutrizionista per una valutazione accurata, rischia di arrecare danni anche seri ai propri assistiti: se cerchi qualcuno che ti aiuti a perdere peso assicurati che abbia i titoli per farlo, e prediligi ambulatori strutturati e organizzati (come Lab Quarantadue), magari che operano in coordinamento con le ASL o i servizi territoriali della tua regione. Prenota un consulto gratuito senza impegno online o in ambulatorio.

Dieta per sportivi

Allenarsi regolarmente è un toccasana, ma richiede al corpo un impegno che deve essere compensato in modo adeguato con liquidi, sali minerali e con le calorie derivate dal cibo.

Che l’allenamento serva per dimagrire velocemente o per raggiungere obiettivi in gara, l’alimentazione di chi fa sport non va improvvisata.

Anche se hai fatto una scelta nutrizionale vegetariana o vegana, ti sarà utile conoscere alcune regole di base per integrare il tuo stile alimentare in un programma sportivo.

Fino a qualche anno fa l’idea di uno sportivo vegetariano non veniva presa troppo sul serio, ma in verità la letteratura scientifica sull’argomento conferma che le diete vegetariane, ad eccezione di quelle molto strette, possono convivere con l’attività fisica ed è dunque assolutamente possibile farsi indicare una dieta vegetariana per sportivi professionisti, oltre che per i dilettanti e gli appassionati di fitness.

 

Come si costruisce una dieta per sportivi

In linea generale possiamo dire che un atleta (vegetariano o meno) dovrebbe nutrirsi in base a una piramide così composta:

  • Carboidrati
  • Proteine
  • Grassi

Le proporzioni fra i tre elementi dipendono da molti fattori, ma in generale le “priorità” da rispettare fra i nutrienti sono queste.

Il fabbisogno energetico nella dieta per sportivi

Prima ancora di ragionare sugli alimenti, ciò che è importante valutare quando si fa attività sportiva (agonistica o non agonistica) è il corretto fabbisogno energetico: chi svolge uno sport impegnativo deve assumere in proporzione più carboidrati, proteine e grassi rispetto a un individuo sedentario.

Questo vale per chi mangia carne e pesce, per i latto-ovo-vegetariani e a maggior ragione per chi esclude anche i derivati animali: in pratica una dieta vegana per sportivi dovrà essere portata a un numero di calorie adeguato, proporzionale al tipo di attività sportiva svolta per salvaguardare il turnover proteico fondamentale per il mantenimento della massa muscolare.

Proteine animali e vegetali per chi fa sport

Veniamo al discorso delle proteine nelle diete sportive prive di carne, pesce ed eventualmente altri derivati animali.

Sul fabbisogno proteico degli atleti, e sull’origine delle proteine (vegetale o animale) si dibatte ancora molto e non esiste un accordo preciso tra gli esperti.

Ciò che è assodato con una buona prevalenza di pareri favorevoli è che i vegetariani possono sostituire le proteine animali con quelle vegetali: se ciò viene fatto in modo bilanciato così da compensare correttamente, non avranno problemi.

Esempi di alimenti utili a sostituire le proteine animali sono:

  • Legumi freschi ed essiccati
  • Frutta secca (mandorle, noci, pinoli…)
  • Semi proteici (es. quelli di sesamo o di chia).

Esistono naturalmente diversi alimenti confezionati o lavorati adatti all’alimentazione veg anche per sportivi:

  • Seitan o muscolo di grano (attenzione alla quantità di proteine, non altissima)
  • Tofu, tempeh e derivati
  • Hamburger vegetali pre-bilanciati
  • Snack e barrette proteiche vegetariane/vegan
  • Frappè a base di soia disidratata
  • Dessert vegetali a base di latte di soia.

In determinati casi il nutrizionista o il dietologo potrebbero consigliare degli integratori proteici specifici, a base di proteine vegetali, per chi necessita di un apporto particolarmente elevato (come i body-builders) o fatica a raggiungerlo con la semplice alimentazione bilanciata.

Come distribuire gli alimenti nella giornata

La dieta per sportivi agonistici come si sa è regolata da istruzioni piuttosto rigide che vengono stabilite dal medico che segue l’atleta, sulla base della sua corporatura, del tipo di allenamento e della performance richiesta.

Barretta proteica pre o post allenamento?

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, l’introduzione delle proteine nella dieta ha solo in parte lo scopo di aumentare e consolidare la massa muscolare, mentre il ruolo principale è costituire una riserva energetica all’inizio dell’allenamento, da consumare durante lo sforzo prolungato che esso richiede.

In quest’ottica, è sensato prevedere uno snack proteico subito prima di allenarsi.

In altre parole, se si considera che le proteine costituiscono una “riserva di carburante” per l’organismo che si mette alla prova con il workout, uno spuntino energetico pre-allenamento a base prevalentemente proteica è l’opzione più indicata.

Qualunque sia la tua scelta etica alimentare, considera che una corretta educazione nutrizionale sarà importante e di grande aiuto per bilanciare il tuo modo di mangiare e di muoverti, incrementando magari anche la tua performance sportiva. Chiedi consiglio a un medico nutrizionista o rivolgiti a un centro integrato come gli ambulatori LabQuarantadue, dove esperti di diverse discipline possono combinare le loro competenze per fornirti la miglior dieta vegetariana per sportivi!
Prenota ora il tuo consulto gratuito.

Trattamento hifu viso

Hifu viso: che cos’è, a cosa serve e quanto costa il nuovo trattamento medico-estetico a ultrasuoni.

Il nome fa pensare a una parola in antico giapponese, ma in realtà fa riferimento a una tecnologia modernissima, quella basata sugli ultrasuoni focalizzati ad alta intensità (High Intensity Focused Ultrasound).

Vediamo insieme che cosa c’è da sapere sul trattamento Hifu viso per capire se fa per te!

Hifu viso: che cos’è e come funziona

La tecnologia Hifu si basa sull’emissione di ultrasuoni, che in sostanza sono onde sonore (a una frequenza non udibile all’orecchio umano, quindi non sentirai nulla mentre ti sottoponi al trattamento in ambulatorio).

Queste onde, direzionate tramite un apposito macchinario professionale, hanno l’effetto di produrre una vibrazione nelle molecole dei tessuti, che alza temporaneamente la temperatura in modo localizzato ed estremamente preciso.

A seconda dell’intensità e della frequenza, questo tipo di intervento mini-invasivo può essere applicato a situazioni diverse: per farti un esempio, nella medicina oncologica si usa per risolvere certi tipi di patologie tumorali. In campo medico-estetico la “potenza” delle onde utilizzata è naturalmente inferiore, e gli effetti riguardano la salute e l’aspetto della pelle.

 

Hifu viso benefici

Nell’ambito della medicina estetica gli ultrasuoni Hifu sono usati per risolvere diversi inestetismi:

  • irregolarità della cute: potrai curare inestetismi superficiali dovuti a disidratazione, età e cambiamenti ormonali, come la pelle ruvida e granulosa, di aspetto non uniforme;
  • rughe: si tratta in sostanza di un trattamento effetto lifting non invasivo, non chirurgico e senza effetti collaterali, molto efficace su rughe di espressione, zampe di gallina, micro-rughe intorno a occhi, labbra e naso;
  • pelle rilassata che ha perso tonicità: per viso e collo potrai vedere con l’hifu effetto lifting e ringiovanimento tangibili e immediati, ma con un procedimento naturale, che valorizza efficacemente la tua bellezza personale in modo sicuro.

L’Hifu funziona perché il “calore interno” selettivo provocato dagli ultrasuoni ha un effetto benefico sulla produzione di collagene, che viene stimolata non solo nell’immediato ma (e questo è l’aspetto interessante) per diverse settimane dopo il trattamento: ciò produce un naturale processo di ringiovanimento e rende la pelle più compatta ed elastica anche sul lungo periodo.

 

Hifu viso quante sedute servono

La durata del trattamento dipende dal tipo di inestetismo che desideri affrontare e dalla condizione di partenza della tua pelle: ti verrà consigliato il percorso ideale per te.

In linea generale, per una persona con più di 30 anni e un rilassamento cutaneo di entità media occorre effettuare un ciclo di 2-4 sedute di durata variabile fra i 40 e i 90 minuti.

Le sedute Hifu possono essere eseguite da sole o combinate con altri trattamenti viso, come l’applicazione di sieri o creme anti-age professionali, selezionati in base alle tue esigenze specifiche.

 

Hifu viso effetti collaterali

Non ci sono controindicazioni specifiche per sottoporsi a questo tipo di pratica, che non comporta rischi o effetti collaterali a lungo termine.

Alcune persone notano un temporaneo rossore o gonfiore localizzato, che svanisce rapidamente. Se hai una marcata tendenza alla couperose, il medico valuterà la situazione: normalmente non ci sono problemi, ma in casi particolari potrebbe consigliarti un’alternativa.

Come tutti i trattamenti di medicina estetica anti-age, è fondamentale che siano eseguiti da personale competente e adeguatamente formato, come accade per i medici dei centri LabQuarantadue. In ogni caso oggi esistono normative molto rigide in proposito, e i macchinari disponibili sono comunque tarati solo per l’uso estetico, quindi non dovrai preoccuparti di un errore umano, se questo è il tuo timore.

 

Hifu viso costo

Il costo delle sedute di Hifu per il viso, così come di quelle per il corpo, varia in base alla zona da trattare, al tipo di inestetismo bersaglio, ai trattamenti anti-age associati e al numero di sedute di cui puoi avere bisogno.

Se l’aspetto della tua pelle non ti soddisfa e vuoi provare a lavorare in modo non invasivo su rughe, rilassamento, texture irregolare e aspetto “spento” del tuo viso, prenota un consulto gratuito nei nostri centri: ti daremo tutte le informazioni di cui hai bisogno.

Metabolismo lento cosa fare?

Metabolismo lento: cosa fare e cosa devi sapere se fai fatica a dimagrire.

Su metabolismo lentosintomi e rimedi più o meno miracolosi circolano tante informazioni sbagliate, se non dannose.  Conoscere le nozioni giuste ti aiuterà molto a capire cosa è vero e cosa no, e soprattutto come fare per seguire un programma di dimagrimento davvero efficace.

Vediamo allora insieme come sbloccare metabolismo lento, ristagno dei grassi e difficoltà a perdere peso. Un’anticipazione? Il metabolismo lento… non c’entra niente!

 

Come funziona il metabolismo e che rapporto ha con il peso

Ciò di cui si parla è il metabolismo basale, ovvero tecnicamente la quantità minima di energia (apporto calorico) della quale il nostro corpo ha bisogno per funzionare; il metabolismo basale di una persona viene idealmente calcolato in condizioni di assoluto riposo, a temperatura ambientale media (né troppo freddo né troppo caldo) e dopo 12 ore di digiuno. Si tratta di una misura standardizzata che serve per calcolare in modo scientifico il fabbisogno calorico dell’organismo.


Metabolismo lento cause

Il metabolismo basale è influenzato da numerosi fattori, alcuni “fissi”, altri modificabili cambiando abitudini:

  • età
  • genere
  • fattori genetici
  • dimensione del corpo (il metabolismo è più veloce in una persona molto alta rispetto all’inverso)
  • composizione corporea (rapporto grasso/muscolo, IMC, indice di massa corporea)
  • clima in cui si vive (ie. zone molto fredde o tropicali)
  • quadro ormonale (in particolare l’equilibrio degli ormoni tiroidei)
  • alimentazione
  • stile di vita: stress, attività fisica, ritmo sonno/veglia.

La velocità o lentezza del metabolismo però cambia in modo molto trascurabile rispetto a quello che si pensa, e non influenza l’aumento di peso in modo diretto.
Quindi, c’è veramente qualcuno che ha il metabolismo lento “per natura” e non riesce a dimagrire? Ci sono delle tecniche dedicate al metabolismo lento e a come farlo ripartire con esercizi o diete specifiche
Sostanzialmente, no.

Tranne le persone con disfunzioni ormonali e patologie metaboliche serie, tutti abbiamo grossomodo la stessa velocità del metabolismo e la possibilità di accumulare o perdere peso velocemente dipende da tutt’altro.

Ma allora, se non ho il metabolismo lento perché non riesco a dimagrire? Ti chiederai. Beh, non è perché hai il metabolismo basso, o almeno non solo.

Capita in effetti di avere una sorta di “blocco del dimagrimento”: un punto oltre al quale non si riesce ad andare, e magari dopo il quale si torna a prendere chili. Se è il tuo caso, probabilmente:

  • il rapporto fra quello che mangi e l’attività fisica che fai non è adeguato;
  • il tipo di cibi che consumi non è realmente adatto al tuo fisico;
  • il tuo stile di vita rema contro la perdita di peso (es. stress, fumo, sedentarietà, saltare i pasti);
  • stai entrando in una fase di vita diversa (es. menopausa) che richiede un adattamento
  • assumi farmaci che alterano l’equilibrio ormonale o “gonfiano”;
  • potresti avere uno squilibrio determinato da altre patologie, per le quali è necessaria un’accurata analisi medica.

 

Metabolismo lento o squilibrio calorico? La via corretta per dimagrire

Anche se servisse, potresti fare molto poco per accelerare il tuo metabolismo. La parte su cui puoi lavorare, in pratica, è quella che riguarda il deficit calorico.
Chiariamo meglio: non è che esista una dieta metabolismo lento friendly, ma esiste la dieta corretta per te, per stare meglio e dimagrire (e solo un professionista può aiutarti a trovarla).

L’essenziale da sapere per iniziare a dimagrire

L’attività fisica influenza il fabbisogno calorico di un individuo per il 20-30% e ha un ruolo ancora maggiore rispetto alla dieta, dato che l’energia derivante dal cibo copre il 10% di questa percentuale.

In questa prospettiva, lavorando sulle tue abitudini di movimento e a tavola puoi influenzare il rapporto fra le calorie che il tuo corpo si aspetta e quelle che tu gli fornisci.
Se devi dimagrire, quale che sia la velocità del tuo metabolismo, devi fare in modo che queste calorie siano “leggermente insufficienti”: devi cioè portare il bilancio delle calorie leggermente in negativo rispetto al tuo fabbisogno calorico, in modo costante e non drastico. Per fare questo dovrai:

  • aumentare l’attività fisica, in modo graduale e adatto alla tua situazione psicofisica, in modo da “bruciare” più calorie;
  • selezionare le calorie assunte con il cibo, con l’aiuto di un dietologo, in modo che non siano né troppe né troppo poche, ma soprattutto siano “giuste” per favorire la riduzione della massa grassa in favore di quella muscolare.

Insomma, se hai sentito qualcuno dire che per perdere peso devi stimolare il metabolismo, o hai associato disturbi indipendenti fra loro, come metabolismo lento e pancia gonfia, sgombra il campo dalle false credenze e rivolgiti a un esperto medico nutrizionista per trovare il percorso realmente adatto a te, efficace per il tuo caso specifico e durevole nel tempo!

Metabolismo lento come velocizzarlo: sfatiamo tre falsi miti per capire meglio il problema

  1. Non è vero che si “nasce” con il metabolismo lento. È vero che ci sono dei fattori genetici che regolano il funzionamento generale del nostro organismo, e sono alla base anche di questioni che riguardano il peso: il modo in cui accumuliamo cuscinetti di grasso, il rapporto con alcuni alimenti, la predisposizione verso le disfunzioni metaboliche hanno origine nel nostro DNA.
    Tuttavia, la differenza nella velocità del metabolismo fra una persona e l’altra “in partenza”, nelle medesime condizioni fisiche, è minima.
  2. Non è vero che si ingrassa perché si ha il metabolismo lento. È vero che le persone in sovrappeso hanno il metabolismo leggermente più lento, ma questa è una conseguenza dell’aumento di peso (o, meglio, delle abitudini di vita che hanno condotto al sovrappeso) più che una causa.
  3. Non è vero che mettersi a dieta stretta ha delle conseguenze sul metabolismo, come velocizzarlo e renderlo più “dinamico”. In realtà, se ci si attiene a una dieta molto rigida il metabolismo rallenta (come accade agli animali che vanno in letargo, per intenderci) adattandosi a un introito inferiore di calorie; in questo modo, se si riprende a mangiare troppo dopo la dieta, l’organismo assimilerà di più e si tenderà, ahimè, a prendere più chili di quanti se ne fossero persi.
    Quindi idealmente velocizzare il metabolismo non serve per dimagrire: è vero che una dieta corretta può sbloccare una situazione di sovrappeso e obesità, e portare al dimagrimento desiderato, ma questo non ha a che fare con la “velocità”.

 

Se hai un problema di peso e fai fatica a rimetterti in forma non perdere tempo con informazioni fuorvianti: chiedi un consulto gratuito e senza impegno per valutare la tua situazione e farti consigliare la soluzione più adeguata!

Digiuno intermittente per dimagrire, è sicuro?

Si sente spesso dire che digiuno intermittente per dimagrire fa bene ed è efficace, ma è vero che funziona ed è sicuro? Ecco il parere degli esperti.

Ti anticipiamo subito che ciò che si sente dire è vero, perché il digiuno intermittente fa dimagrire. Come tutte le soluzioni per perdere peso, però, non è una bacchetta magica: va seguito nel modo giusto sempre dietro il consiglio di un medico specializzato. Vediamo come si fa.

 

Digiuno intermittente cos’è

Questa pratica ha origine nella medicina tradizionale orientale: aveva implicazioni spirituali ed era volta a purificare l’organismo e rendere più “chiara” la visione della mente. In effetti le testimonianze di chi pratica regolarmente, a intervalli fissi, il digiuno intermittente per dimagrire parlano di una maggiore capacità di concentrazione, una sensazione di limpidezza nei pensieri e dei sensi, e di maggiore collegamento tra corpo e mente, una volta che si è presa l’abitudine.

Vediamo però come funziona il digiuno intermittente per dimagrire, nello specifico, soprattutto per chi si avvicina per la prima volta all’argomento.

La cosa più importante da capire del digiuno intermittente è come farlo nel modo giusto, perché funzioni senza creare nessun deficit all’organismo.

 

Come funziona il digiuno intermittente per dimagrire

La tecnica si basa su un concetto abbastanza semplice.

Quando noi mangiamo, il glucosio contenuto nel cibo viene utilizzato come “combustibile” per far funzionare l’organismo, mentre i trigliceridi (che sono sostanzialmente dei grassi) vengono accumulati nel tessuto adiposo, come riserva energetica a lungo termine.

Se noi digiuniamo per un numero sufficiente di ore, questi trigliceridi vengono “intaccati” per produrre energia, in assenza di quella che arriverebbe dal cibo. Vengono divisi in glicerolo (che viene “bruciato” subito) e acidi grassi.

A questo punto il fegato trasforma gli acidi grassi in un loro derivato, i corpi chetonici, che a loro volta vanno a fornire energia all’organismo, e in modo particolare al cervello.

L’effetto dimagrante di questo meccanismo, che viene chiamato switch metabolico, sta nel fatto che il corpo “mangia i grassi” anziché assumere energia dall’esterno, per un tempo limitato nel corso della giornata ma sufficiente a produrre un dimagrimento veloce.

Ecco dunque spiegato a cosa serve il digiuno intermittente! Ma i vantaggi riconosciuti non stanno solo nella perdita di peso rapida; esso infatti:

  • contrasta il processo di invecchiamento;
  • può prevenire l’insorgere di patologie cardiovascolari;
  • tiene sotto controllo la regolazione del glucosio nel sangue, il cui squilibrio è responsabile di numerosi disturbi;
  • riduce gli stati infiammatori, inclusi quelli derivanti da intolleranze alimentari e allergie;
  • migliora l’equilibrio della flora intestinale.

Numerosi studi controllati sono stati condotti da scienziati di varie nazionalità a partire dagli anni Novanta, e l’efficacia e sicurezza del digiuno intermittente è stata ampiamente verificata. Naturalmente senza esagerare: si può digiunare in questo modo solo per un periodo limitato!

 

Guida pratica per dimagrire con digiuno intermittente

Premessa importante: non affrontare il digiuno intermittente senza avere consultato un medico. Anche se non comporta dei rischi significativi, non è adatto a tutti e deve essere eseguito seguendo scrupolosamente le indicazioni di un esperto.

Ti proponiamo un esempio per darti l’idea di come ci si comporta durante il percorso, ma ti invitiamo decisamente a rivolgerti ai nostri esperti per un programma personalizzato efficace e sicuro.

Vediamo ora nella pratica cos’è il digiuno intermittente per dimagrire. Esistono diverse formule, ma le principali sono due.

  1. Il metodo 5:2 prevede 5 giorni di alimentazione normale e 2 giorni di dieta ipocalorica stretta. Esiste anche la versione “light” con il digiuno intermittente una volta a settimana (6:1).
  2. Il metodo 16:8 impone di concentrare i pasti in 8 ore, e trascorrere le altre 16 ore (su 24) senza ingerire calorie.

Questo secondo metodo (che ha anche versioni da 12 o persino da 18 ore) propone il miglior digiuno intermittente per perdere peso velocemente, perché prevede una finestra più ampia di assenza di calorie ingerite.

Esempio di digiuno intermittente

La logica suggerisce naturalmente di includere le 8 ore di sonno giornaliere nelle 16 ore di “stop”.

Ci sono allora due possibilità:

  • Niente colazione
  • Pasto a mezzogiorno
  • Spuntino a metà pomeriggio
  • Cena alle 20

Oppure

  • Colazione alle 10
  • Pasto a mezzogiorno
  • Cena alle 18

È consigliabile far passare 2-3 ore dopo la cena, prima di andare a dormire, in modo da attraversare durante il sonno la fase in cui l’organismo “fa pulizia” e libera i corpi chetonici: la fase di chetosi è un momento infatti in cui alcune persone fanno più fatica a gestire la pausa fra i pasti.

 

Domande frequenti sul digiuno intermittente

Per quanto tempo fare il digiuno intermittente

La frequenza e la durata della pratica deve esserti indicata dal medico nutrizionista che segue la tua situazione e non deve essere impostata a casaccio.

Che cosa mangiare durante le 8 ore del digiuno intermittente

Nelle 8 ore in cui si può mangiare non ci sono restrizioni particolari, ma è importante evitare di “abbuffarsi” per compensare, soprattutto con zuccheri e cibi grassi.

Si può mangiare anche con relativa abbondanza, ma mantenendo una dieta sana e bilanciata e sfruttando il potere saziante delle fibre contenute nella verdura, nei cereali integrali e nella frutta.

Si può bere durante le ore di digiuno?

Si può e si deve bere acqua in abbondanza: oltre a idratare il corpo, bere aiuta a controllare lo stimolo della fame che inevitabilmente comparirà.

Posso fare sport durante il digiuno intermittente?

Con moderazione, è possibile e consigliato fare attività fisica. Questa deve essere leggera, soprattutto se viene condotta durante le ore di digiuno: è meglio non forzare per evitare il rischio del “calo di zuccheri”.

Fare un’attività intensa durante il digiuno in ogni caso non fa dimagrire più in fretta. Devi considerare che stai già seguendo un regime dimagrante veloce, non è il caso di cercare di accelerarlo ulteriormente!

Quanto dura il digiuno intermittente?

Per il digiuno 8:16 si consiglia di non superare i 5 giorni consecutivi, da provare solo se si è già un po’ “allenati” alla pratica. Comincia con 2 giorni consecutivi, da portare a 3 se te la senti.

Come posso controllare la fame durante il digiuno intermittente?

Lo stimolo dell’appetito inizialmente si manifesterà negli orari in cui hai l’abitudine di consumare i pasti. Per alcuni è più facile che per altri tenere sotto controllo la fame, ma sentirla è del tutto naturale! Bere acqua, fare una passeggiata, distrarti aiuterà di certo.

Dopo il primo impatto, ti risulterà via via più facile “resistere” alla dispensa.

Posso lavorare durante il digiuno intermittente?

Puoi lavorare, e potresti anzi scoprire di essere più efficiente grazie al senso di lucidità che a molti deriva dalle fasi di digiuno. Nelle 16 ore è però consigliabile evitare il lavoro fisicamente molto impegnativo o che ti porta a manovrare macchinari pericolosi, soprattutto se è la prima volta che provi la tecnica.

Segui sempre i consigli degli esperti a cui ti sei rivolto, come i medici del team LabQuarantadue.

 

Controindicazioni: chi non deve fare il digiuno intermittente

Il percorso non è adatto per:

  • donne in gravidanza;
  • bambini e adolescenti;
  • persone con diabete di tipo 1 o 2, cardiopatie o altre patologie rilevanti;
  • persone con disturbi nel funzionamento della tiroide;
  • persone con disturbi alimentari, con disturbo ossessivo compulsivo o, in generale, con un rapporto emotivamente non equilibrato con il cibo.

In tutti questi casi il medico nutrizionista e/o lo psicologo sconsiglieranno di iniziare il digiuno intermittente in qualunque sua forma.

 

Che cosa puoi aspettarti dal digiuno intermittente per dimagrire?

Gli effetti sono piuttosto veloci: il digiuno intermittente fa dimagrire a un ritmo variabile da persona a persona, ma si sperimenta comunque una perdita di peso rapida che può arrivare anche all’8% del peso iniziale nei primi 3 mesi.

Puoi considerare come aspettativa realistica con il digiuno intermittente primi risultati dopo la prima settimana e risultati più significativi dopo 3-4 mesi.

In media puoi arrivare a perdere 1 kg a settimana, ma la proporzione dipende da molti fattori ed è difficile dare un’indicazione precisa.

La fase del distacco dei corpi chetonici per chi non è abituato potrebbe dare qualche disturbo, come mal di testa, irritabilità, sonnolenza o la sensazione di un cattivo sapore in bocca.

Si tratta di manifestazioni passeggere, che non devono spaventare di per sé, ma devi tenerne conto se pensi di utilizzare il digiuno durante i giorni lavorativi.

Se hai problemi di sovrappeso, obesità o vuoi semplicemente rimetterti in forma per l’estate chiedi un consulto gratuito presso gli ambulatori LabQuarantadue o online, per verificare se il digiuno intermittente è adatto a te e ai tuoi obiettivi!

 

Come perdere peso in menopausa

Come perdere peso in menopausa: consigli per la dieta giusta e gli integratori davvero utili.

Senso di gonfiore e aumento di peso in menopausa sono fenomeni comuni a moltissime donne. Si tratta di una situazione frequente, ma non devi pensare che per questo sia inevitabile ingrassare in questa fase della vita; soprattutto, non convincerti che sia impossibile perdere peso in menopausa! Ti spieghiamo tutto quello che serve sapere per capire come perdere peso in menopausa e contrastare il problema.

 

Menopausa e aumento di peso: perché succede

Il periodo che precede e segue la fine dell’età fertile è portatore di molti cambiamenti sul piano ormonale. In particolare, c’è un drastico calo degli estrogeni, gli “ormoni femminili” che regolano (fra le altre cose) la fertilità. Questo provoca una serie di “sintomi” piuttosto variabili da persona a persona, fra i quali spesso c’è la difficoltà a mantenere il peso forma.

Più che la quantità di chili, a crearti disagio può essere il cambiamento della loro distribuzione: succede di accumulare cuscinetti adiposi sulla pancia e sui fianchi anziché conquistare una forma a clessidra (o “a pera”), che la nostra società percepisce come esteticamente più accettabile.

Questo ci porta a un argomento importante: la percezione di te stessa, cioè il modo in cui ti vedi, è influenzato dalla tua cultura di appartenenza ma anche dal tuo umore e viceversa influenza il tuo stato d’animo: semplificando molto, se ti vedi “fuori forma” ti sentirai un po’ abbattuta, e se ti senti giù sarà più difficile riconoscere la bellezza di cui sei portatrice e prendertene cura.

Questo ti fa capire quanto è importante rivolgerti a un dietologo che prenda in considerazione non soltanto i tuoi chili ma il tuo umore, e che sia preparato per ascoltarti e consigliarti (se necessario) anche un supporto psicologico. Questo è un aspetto a cui noi di LabQuarantadue teniamo molto!

Ora che sai perché stai accumulando più di quanto vorresti, cerchiamo di capire insieme come fermare l’aumento di peso in menopausa e come perdere peso in menopausa con le strategie corrette.

 

Strategia n. 1: la prevenzione 

Premenopausa e aumento di peso

Per molte donne la questione dei chili inizia a farsi sentire già diversi anni prima del diradarsi del ciclo mestruale.

Ti sarai accorta che già intorno ai 40 anni il metabolismo sembra cambiare: anche le ragazze che prima potevano permettersi le abbuffate e gli snack ipercalorici si rendono conto che occorre iniziare a fare più attenzione alle calorie e muoversi di più.

Si tratta di un’evoluzione del tutto naturale, e proprio per questo legame fra premenopausa e aumento di peso gli anni fra i 40 e i 50 rappresentano la “finestra ideale” per impostare abitudini alimentari preventive.

Se ti trovi in questa fascia di età, non aspettare: rifletti sul tuo stile di vita e fatti seguire da un esperto per prepararti al meglio ai cambiamenti del tuo organismo. Basterà modificare i comportamenti controproducenti e imparare, progressivamente e con dolcezza, come fare per perdere peso in menopausa tramite un insieme di accorgimenti che vanno dalla dieta, ai ritmi sonno/veglia, alla gestione dello stress, fino all’assunzione di eventuali integratori specifici.

Un elemento importante e trascurato nella prevenzione dei problemi di peso riguarda la cura della tua flora intestinale naturale: se hai disturbi intestinali persistenti potresti soffrire di disbiosi, una alterazione molto comune che compare frequentemente nelle donne della tua età. Non è difficile liberarsi da questo disturbo, eseguendo l’apposito test e seguendo poi i consigli dello specialista.

 

Strategia n. 2: dieta menopausa su misura per te

Dieta per perdere peso in menopausa 

La cosa importante che devi sapere è che l’unico modo per dimagrire dopo i 50 è individuare la dieta personalizzata adatta a te, considerando:

  • la tua età
  • il tuo quadro ormonale
  • il tuo organismo (che non è identico a nessun altro)
  • i fattori genetici che influenzano il tuo metabolismo.

In altre parole, soltanto eseguendo una visita specialistica seria, basata su un’anamnesi accurata e (quando occorre) su una serie di esami clinici appositi, potrai trovare la giusta dieta per perdere peso in menopausa: la tuaadatta al tuo corpoalle tue esigenze e al tuo stato psicofisico generale.
Ci sono in ogni caso dei consigli utili per tutte, in particolare in questo momento della vita.

  • Non esagerare con i carboidrati a base di farina bianca (come la pasta): privilegia i cereali integrali.
  • Segui un’alimentazione varia e bilanciata per non causare carenze di vitamine e minerali, che possono subire dei cali (soprattutto il calcio e la vitamina B): consuma regolarmente frutta e verdura, soprattutto i cavolacei.
  • A meno che tu abbia delle intolleranze, non privarti dei latticini: scegli quelli più magri, come yogurt e formaggi non stagionati.
  • Se non sei vegetariana, affidati al pesce azzurro per una buona dose di antiossidanti; li trovi anche nella frutta secca e nell’avocado.
  • Bevi molta acqua: la pelle si manterrà più elastica, l’intestino funzionerà meglio e sarà più facile drenare i liquidi in eccesso (combattendo così la ritenzione idrica tipica dell’età di mezzo).
  • Modera il consumo di alimenti elaborati (come i piatti pronti e il cibo da fast food), dei grassi saturi, degli zuccheri. Privilegia l’olio extravergine di oliva a crudo per condire i tuoi piatti (senza eccedere).
  • Limita gli alcolici, le bevande stimolanti e, soprattutto, smetti di fumare!

In linea generale le più recenti tendenze della dietologia vanno nella direzione di un regime alimentare iperproteico e a basso contenuto di carboidrati (è il caso della dieta chetogenica, che potrebbe fare al caso tuo per un periodo controllato di tempo), per mantenere in salute la massa muscolare durante un dimagrimento.

 

Strategia n. 3: mantenere l’equilibrio tra massa magra e grassa

Con l’età il tono muscolare tende a diminuire progressivamente, e la cosiddetta massa magra (ovvero i muscoli) si riduce letteralmente, se non viene mantenuta in allenamento.

Non stiamo parlando di ore e ore di palestra: è sufficiente mantenerti attiva con un po’ di movimento adeguato alle tue esigenze. I consulenti di LabQuarantadue sapranno consigliarti sul giusto rapporto fra dieta e sport nel tuo caso.

Ciò che dovresti evitare è di “lasciare troppo posto” alla massa grassa rispetto a quella magra: se la situazione si squilibra, infatti, diventa via via sempre più arduo invertire il processo e a quel punto dimagrire è difficile.

 

Perché è importante perdere peso in menopausa

L’esigenza di tenere sotto controllo il peso non è un fatto puramente estetico: in questo periodo della vita è molto importante mantenere il giusto equilibrio ponderale per prevenire o limitare lo sviluppo di disturbi e di vere patologie anche serie:

  • ipertensione
  • diabete di tipo 2
  • malattie cardiovascolari (che espongono al rischio di infarto e ictus)
  • patologie del metabolismo
  • disturbi dell’apparato digerente, della pelle, del sonno.

Cercare di evitare di ingrassare in menopausa è come consegnare un bagaglio di benessere alla te stessa del futuro.

 

Integratori controllo peso menopausa 

Per ristabilire la salute intestinale, il corretto livello di vitamine e minerali e il regolare funzionamento dell’organismo, normalmente è sufficiente avere un’alimentazione corretta e completa.

Lo stesso vale per il mantenimento del peso ideale.

Tuttavia, il medico nutrizionista potrebbe consigliarti degli integratori pensati proprio per sostenere e compensare il percorso di dimagrimento che stai seguendo, in modo da rendere il processo ancora più sicuro ed efficace per te.

Se sei in sovrappeso marcato o soffri di obesità, potresti avere bisogno di farmaci specifici. È fondamentale evitare un pericoloso fai da te con gli integratori per dimagrire, e affidarsi a persone esperte che possono verificare l’effettiva necessità e la tipologia adatta a te.

Se ti stai avvicinando alla menopausa o ci sei già arrivata LabQuarantadue può aiutarti a risolvere in modo davvero efficace i problemi di peso, ma non solo: i nostri esperti sapranno consigliarti abitudini nuove che ti permetteranno di mantenere facilmente il benessere fisico, limitare i disturbi tipici e ritrovare equilibrio e serenità.

Ora che conosci tutti gli accorgimenti su come perdere peso in menopausa prenota un consulto con gli esperti LabQuarantadue.

Obesità: Semaglutide un nuovo farmaco per sconfiggerla

Una nuova speranza per chi lotta contro l’obesità: semaglutide è in grado di determinare una riduzione fino al 20% del peso corporeo di partenza se usato correttamente e associato a una dieta adeguata e  a un’attività fisica costante.

 

Nuovo farmaco contro l’obesità: che cos’è semaglutide

Si tratta di una molecola già utilizzata da tempo nella cura del diabete di tipo 2. Studi scientifici recenti hanno inoltre dimostrato che assunta in dosi maggiori,  è in grado di indurre un consistente calo di peso, con una riduzione fino al 20% del peso corporeo inizialeSemaglutide agisce a livello del sistema nervoso centrale sui centri di controllo della fame e della sazietà, aiutando così  a ridurre l’apporto calorico.

 

Chi può assumere semaglutide?

Si tratta di un farmaco che va assunto su prescrizione e sotto stretto controllo medico ed è indicato per soggetti affetti da obesità  ( ovvero con BMI (Body Mass Index, ovvero indice di massa corporea) superiore a 30. 

 

Come si assume semaglutide?

Non si tratta di una pillola, bensì di un’iniezione sottocutanea che si somministra una volta alla settimana nell’addome, nella coscia o nel braccio.

Al momento attuale l’uso del farmaco per curare l’obesità è stato approvato negli Stati Uniti.

Per i pazienti italiani però è già disponibile un farmaco simile; liraglutide. Si tratta di un prodotto già ampiamente testato e riconosciuto a livello internazionale per il trattamento dei problemi di peso.

Come semaglutideliraglutide è un analogo sintetico dell’ormone Glp-1, e ha lo stesso meccanismo d’azione.

 

Obesità: perché non basta mangiare meno

Nei nostri ambulatori proponiamo piani alimentari personalizzati molto efficaci per la perdita di peso rapida che serve a chi si trova in condizione di obesità o sovrappeso grave. Unita a un movimento fisico adeguato alle condizioni di salute del paziente, questa soluzione spesso garantisce già ottimi risultati.

Tuttavia esistono varie situazioni patologiche nelle quali l’organismo non è più in grado di reagire correttamente a un cambiamento alimentare: in tali casi il ricorso a un farmaco è indispensabile.

I nostri esperti spesso consigliano ai pazienti anche una psicoterapia o un supporto comportamentale: il percorso di cura dell’obesità deve infatti prendere totalmente in carico la persona, anche sul piano emotivo.

Se hai bisogno di una consulenza personalizzata per capire quale percorso di dimagrimento è il migliore per te contatta gli esperti LabQuarantadue per un primo consulto.

Grasso localizzato: la dieta non basta, ma c’è una soluzione (e non è la liposuzione)

Non è una tua fissazione: è vero che il grasso si accumula soprattutto in alcuni punti precisi del corpo, che possono essere diversi per ciascuno. Ed è vero che quando ti impegni a dimagrire, con la dieta e il movimento, vedi i centimetri ridursi dappertutto tranne che “proprio lì”.
Stiamo per spiegarti come mai questo accade e, soprattutto, come si può risolvere il problema dell’adipe localizzato in modo clinicamente sicuro.

 

Perché il grasso si accumula in una zona del corpo?

Le ragioni per cui si creano le cosiddette adiposità localizzate sono piuttosto complesse, ma in linea generale hanno a che fare con:

  • la genetica: il DNA contiene anche informazioni relative a questo aspetto;
  • il sesso: maschi e femmine tendono ad accumulare l’adipe in modo diverso (ma ci sono delle eccezioni);
  • gli ormoni: la predisposizione ad accumulare il grasso in una specifica zona del corpo dipende soprattutto dai livelli dei vari ormoni durante il ritmo circadiano (sonno/veglia), dal loro rapporto reciproco e dal numero e sensibilità dei recettori endocrini (cioè le cellule che devono intercettare questi ormoni e reagire di conseguenza).

Come vedi, non è possibile decidere dove il nostro grasso andrà ad accumularsi: il nostro organismo è predisposto per ingrassare in alcune aree più che in altre. Vediamo invece che cosa si può fare per combattere l’adiposità localizzata (sì, si può).

 

Come combattere il grasso localizzato

Considerato quanto abbiamo detto, il passo più ovvio è cercare di tenere sotto controllo il peso in generale, attraverso un’alimentazione corretta e uno stile di vita sano. Seguire una dieta e fare movimento è comunque una buona idea, ma è sufficiente a eliminare il grasso localizzato?
Diciamo che i cuscinetti di grasso concentrati in un punto specifico sono sempre gli ultimi ad andarsene, per così dire: magari riesci a perdere chili e centimetri di circonferenza addominale, ma quella pancetta o quella “maniglia” rimangono sempre lì.

E quindi? Resta solo la liposuzione?

Anche se in alcuni casi la liposuzione può essere una risposta adatta, si tratta comunque di un intervento invasivo e costoso che, in molte situazioni, non è nemmeno necessario. C’è qualcos’altro che puoi provare.

Dare al corpo gli stimoli giusti

L’unica arma a disposizione per contrastare la predisposizione all’accumulo adiposo in una zona specifica del corpo è dare al nostro organismo gli stimoli giusti:
1. la dieta corretta per stimolare il meccanismo del dimagrimento più adatto al grasso localizzato;
2. uno stile di vita che faccia funzionare al meglio il tuo sistema endocrino;
3. un trattamento medico-estetico focalizzato per sciogliere localmente il grasso, con tecniche scientificamente dimostrate, senza false promesse.

LabQuarantadue ha messo a punto un protocollo di intervento globale dall’efficacia comprovata, che combina:
– una dieta personalizzata basata sul modello VLCKD (Very Low Calorie Ketogenic Diet);
– un monitoraggio metabolico per intercettare eventuali squilibri e resistenze;
– un trattamento medico-estetico mirato;
– consigli e istruzioni per impostare abitudini alimentari corrette e comportamenti funzionali.

Sciogliere il grasso ostinato: perché non basta la dieta

Torniamo un momento sul punto 2 qui sopra: che cosa significa che dovresti far funzionare al meglio il tuo sistema endocrino per bruciare le adiposità localizzate?
Semplificando, il grasso localizzato dipende dagli ormoni ed è sensibile agli squilibri ormonali; gli ormoni sono “governati” dal sistema endocrino. Ottimizzare il tuo sistema endocrino è quindi il modo migliore per aiutare la dieta e i trattamenti estetici a sciogliere i cuscinetti ostinati.

Ecco cosa puoi fare.

  • Cerca di mantenere un ritmo sonno/veglia costante: andare a letto e svegliarsi a orari regolari aiuta letteralmente gli ormoni a restare in equilibrio.
  • Riduci fin dove è possibile le ragioni di stress: stressarsi fa innalzare un ormone chiamato cortisolo che è anche responsabile degli accumuli di adipe.
  • Verifica, con il supporto di un team medico competente, se hai già uno squilibrio ormonale (in particolare nei livelli di estrogeni e testosterone), ma anche un eventuale problema nel metabolismo del glucosio: è un aspetto anch’esso influenzato dagli ormoni, è “invisibile” ma molto determinante per le difficoltà di perdere peso.

Non dimagriamo tutti allo stesso modo

Con tutti questi fattori a influenzare la distribuzione del grasso corporeo, è evidente che, come non tutti ingrassiamo allo stesso modo, così non dimagriamo allo stesso modo: è fondamentale personalizzare sia la dieta, sia i controlli medici, sia l’impostazione di abitudini finalizzate alla perdita di peso.

Infatti, avrai notato che:

  • non tutte le parti del corpo dimagriscono alla stessa velocità;
  • il rapporto fra cibo e peso cambia nel corso della vita e della fase biologica;
  • il grasso può “cambiare posizione” a seconda dell’età, dello stile di vita e dei livelli di stress.

Per questo, se vuoi ridurre gli inestetismi derivanti dall’adipe localizzato, è davvero importante rivolgerti a un team multidisciplinare preparato e seguire un programma che sia completo di tutte le parti necessarie: educazione alimentareottimizzazione delle caloriemonitoraggio metabolico e impostazione di routine vincenti. Sarà una vera liposuzione non chirurgica: insegnerai al tuo corpo a bruciare il grasso localizzato, e ti sentirai anche meglio.

Dieta chetogenica VLCKD: come dimagrire in 21 giorni

Preparati per una remise en forme last minute dopo Pasqua, grazie alla dieta VLCKD.

Se durante le feste hai fatto qualche strappo alla regola e vuoi rimetterti in forma velocemente in vista della prova costume, evita il fai da te e le diete dalle promesse “magiche” e affidati a un programma alimentare serio e clinicamente sicuro.
La dieta chetogenica VLCKD viene consigliata dai nutrizionisti da molti anni e dà davvero dei risultati rapidi, ma deve essere ritagliata sul singolo individuo e seguita sempre sotto il controllo di esperti.

 

Che cos’è la dieta chetogenica VLCKD

VLCKD sta per Very Low Calorie Ketogenic Diet, ovvero “dieta chetogenica a bassissimo contenuto calorico”. Come si deduce dal nome, si tratta di un regime alimentare che è basato sui principi della dieta chetogenica ed è formulato secondo uno schema VLCD, ovvero puntando all’assunzione di poche calorie, circa 600-800 Kcal al giorno.
In sostanza, vengono valorizzate le proteine (soprattutto quelle di origine vegetale) diminuendo drasticamente l’apporto di carboidrati e grassi.
Non si tratta, come a volte si crede, di una dieta iperproteica (tipo “dieta del culturista”); la dieta chetogenica introduce infatti una quantità normale di proteine, ed è proprio questa la ragione per cui funziona: l’organismo non consuma le proteine della massa muscolare, e smaltisce invece le riserve adipose.

 

A chi serve la dieta chetogenica VLCDK

La cheto a basso apporto calorico è una dieta per perdere peso velocemente: è pensata quindi per persone con sovrappeso o obesità che hanno la necessità di dimagrire rapidamente, in modo da raggiungere un “punto di partenza” adeguato per impostare un piano alimentare corretto di più lunga durata.
È indicata anche per rimettersi in forma dopo gli “stravizi” delle feste o dopo un periodo di inattività, quando si è perso il ritmo delle buone abitudini.

 

Perché la VLCKD funziona

Il vantaggio principale della dieta chetogenica a basso apporto calorico è che induce l’organismo a consumare velocemente le riserve di grasso superfluo senza intaccare la massa muscolare: questo, a differenza di altri regimi, permette di conservare la muscolatura tonica perdendo solamente il grasso in eccesso.
Questo tipo di dieta è stato formulato per la prima volta negli anni Settanta, e in origine non era nemmeno pensato per il dimagrimento: nasceva per migliorare le condizioni di salute di pazienti colpiti da patologie come l’epilessia. Durante le sperimentazioni, gli studiosi si resero conto che al benessere generale prodotto dalla dieta si univa il “vantaggio collaterale” della diminuzione del grasso corporeo senza che diminuisse la massa muscolare.
In questo caso, quindi, i 21 giorni di remise en forme veloce non sono un miraggio: in questo tempo così breve è davvero possibile perdere tanto peso, compatibilmente con gli obiettivi impostati insieme al nutrizionista.

 

Perché la dieta chetogenica VLCKD è sicura

La dieta VLCKD viene utilizzata con successo da oltre 40 anni e ha ricevuto diversi riconoscimenti scientifici importanti. Fra i più recenti, nel 2014 ha ricevuto validazione dalla Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica come trattamento efficace per l’obesità, e nel 2019 è stata inserita fra le pratiche fortemente raccomandate nelle Linee guida della Società Italiana di Endocrinologia.

LabQuarantadue la inserisce da sempre nei propri protocolli di dimagrimento veloce, laddove questa soluzione sia necessaria e pertinente.
La dieta chetogenica è sicura, quindi, a patto che:

  • venga prescritta da un team di esperti;
  • sia personalizzata sulle caratteristiche e lo stato di salute generale del singolo individuo;
  • sia seguita secondo le istruzioni e soltanto per il tempo indicato dallo specialista.

 

Quanto dura la dieta chetogenica

Il periodo ideale per fare la dieta chetogenica very low calorie dura 3 settimane: sono davvero sufficienti 21 giorni per perdere peso, e non si tratta (come accade in alcuni regimi non verificati) di perdita di liquidi o di massa muscolare, ma di consumare letteralmente solo la massa grassa.
Si tratta di un programma alimentare di dimagrimento che funziona molto bene, ma che deve restare circoscritto nel tempo, per essere poi sostituito da una dieta di mantenimento formulata diversamente e, soprattutto, dalla consapevolezza di quali siano le abitudini corrette per mantenere il peso forma.

 

La dieta chetogenica è facile da seguire

Superati i primi due o tre giorni, nei quali è possibile avvertire la sensazione di “non aver mangiato abbastanza”, la dieta VLCKD è molto facile da seguire: l’apporto di proteine risulta saziante e la presenza dei corpi chetonici, sostanze che si “liberano” durante lo smaltimento naturale dei grassi di deposito nel corpo, fornisce all’organismo la corretta sensazione di sazietà. Inoltre i carboidrati non vengono eliminati, ma solo ridotti: questo evita che il metabolismo si squilibri, cosa che attiverebbe proprio quella fame ingestibile tipica delle diete ipocaloriche non ben bilanciate.
In sostanza, questo piano alimentare della durata di soli 21 giorni è molto più efficace e semplice da seguire, senza sofferenze, rispetto ad altri tipi di diete.

 

La dieta chetogenica va bene per tutti?

In linea generale, la cheto non ha controindicazioni e può essere seguita da persone di età e corporatura diversa, ad eccezione di persone molto anziane e donne in gravidanza.
È assolutamente indicata anche in caso di diabete, patologie cardiovascolari, sindrome dell’ovaio policistico e nei casi di obesità grave con comorbidità complessa.
Ciò non toglie che ogni organismo è differente, e dunque una dieta veloce deve essere adattata al singolo caso e personalizzata accuratamente, sulla base delle informazioni che il medico raccoglie nel primo colloquio con il paziente.